#Silviostaisereno

By Giovanni F. Accolla

gennaio 29, 2015 politica

silvioNon mi piace scrivere di cose tanto vaghe e labili che finiscono per contraddire, poco dopo, ogni tuo pensiero. Sono troppo pigro. Ma qui la faccenda si fa interessante e vale la pena rischiare di dire sciocchezze: allora vediamo se ho capito o se verrò presto smentito. Berlusconi ha trovato un politico più spregiudicato, assai più spregiudicato di lui che in tal senso sembrava non aver rivali. Al grido “Silviostaisereno” Renzi l’ha conciato per le feste. Il patto del Nazareno ha retto finché è servito al premier per portare a casa l’Italicum e ora sul Quirinale, tutto a carte quarantotto! Con il nome di Mattarella, dunque, Renzi fa una piroetta di trecentosessanta gradi e punta a ricompattare il Pd, minoranze comprese. Evviva la ditta! E… Nazareno chi? Questo è l’uomo, questo lo stile che tanto piace (ed io ancora non mi do pace) a Giuliano Ferrara. E già quelli di Repubblica hanno ricominciato a tessere le lodi.

Ora un’ultima curiosità: Berlusconi che farà? Cornuto e mazziato, come si dice, tenterà un’ultima improbabile mediazione? Farà astenere dal voto i suoi, non riconoscendo, di fatto, il nuovo capo dello Stato? Scheda bianca la trionferà? O tirerà fuori dal suo inesauribile cilindro un nome prestigioso per perdere dignitosamente e rimettere in moto compattamente l’opposizione in parlamento?

Comunque sia, Mattarella non è la Fata turchina, è uno tosto. Silenzioso e tosto. Renzi se ne accorgerà. Potrebbe diventare ciò che fu Scalfaro per Berlusconi, lo potrebbe diventare presto. Anche se Renzi – il ragazzo prodigio che vive alla giornata alla faccia degli italiani che attendono vere riforme e non solo quelle che servono al suo scopo – questo oggi non interessa. Un colpo al cerchio e uno alla botte, l’importante è durare, passare la nottata, non andare a quelle sacrosante elezioni politiche che gli italiani meriterebbero perché, diciamo la verità, il suo abitare palazzo Chigi, di spregiudicatezza in spregiudicatezza, si fa sempre più abusivo.

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