Quirinale, meno 5: Ciampi dice no, D’Alema in pole position

By Simone Bressan

gennaio 27, 2015 politica

Trasmissione televisiva "Annozero"

“Mal si confà alle caratteristiche della forma repubblicana del nostro Stato”: re Carlo Azeglio declina l’invito di Silvio Berlusconi e del centrodestra e annuncia oggi che non accetterà di sedere sul Colle più alto delle nostre istituzioni per altri sette anni. La mossa, abbastanza prevedibile, arriva nel mezzo di una giornata ricca di consultazioni tra le forze politiche.

Il centrodestra, che aveva ipotizzato il bis di Ciampi con ovvio intendo dilatorio, deve cercare ora, abbastanza rapidamente, una valida alternativa a quello che a detta di tutti gli osservatori è il candidato in pole position: Massimo D’Alema. Secondo il retroscenista de La Stampa, Augusto Minzolini, il lider Massimo teme soprattutto uno sgambetto della sua maggioranza e un testa a testa con Franco Marini. Un nome quest’ultimo che potrebbe aprire ad una desistenza di cattolici e moderati: non ne fa mistero Pierferdinando Casini che intervistato da Paola Di Caro sul Corriere della Sera ammette come una sua candidatura potrebbe “aiutarci a superare l’impasse”.

Se il centrosinsitra rischia di lacerarsi in un balletto tra D’Alema, Marini e il sempreverde Amato, il centrodestra potrebbe dividersi sul nome da lanciare nella mischia per sparigliare le carte. Per l’Udc Marini potrebbe andare, mentre Berlusconi (e la Lega annuisce) preferirebbe puntare su Gianni Letta. E gli sherpa dei due schieramenti sono al lavoro per immaginare una terza via possibile tra i vari nomi di bandiera, tanto che Verderami sul Corriere della Sera chiosa con un sibillino “Chissà se la soluzione Napolitano…” .

 

(disclaimer: mancano 5 giorni all’inizio delle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Anno 2006)

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