Quirinale, meno 6: è sprint tra Amato e D’Alema. Ma spunta Ciampi.

By Simone Bressan

gennaio 26, 2015 politica

ciampi

Mancano solo sei giorni all’inizio delle votazioni per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La situazione politica è particolarmente intricata: è normale, in un momento di transizione così delicato. Come accade in queste occasioni le forze politiche iniziano a muovere le prime pedine sullo scacchiere. Il centrosinistra ha la maggioranza in parlamento e quindi è chiaro che spetta ai dem italici la prima proposta.

Berlusconi, però, è uno che ci sa fare e la sua tattica è  al solito molto efficace: con un centrodestra a corto di idee e facce spendibili, ieri il Cav. ha lanciato la proposta shock di un secondo mandato per Carlo Azeglio Ciampi. Il presidentissimo ha preso tempo ma è chiaro che, per dirla con Massimo Franco (Corriere della Sera), che la mossa ha spiazzato l’Unione. E non poco.

Resta in campo, come nota saggiamente Il Tempo, la candidatura autorevole di Giuliano Amato: “bipartisan, è un esponente di centrosinistra ma accettabile dal centrodestra”. Certo, c’è la variabile D’Alema: vorrebbe andare al Colle ed è disposto a tutto pur di riuscirci. Non più tardi di ieri la newsletter dalemiana Left Wing lanciava, nel tentativo goffo di bruciarlo, Amato come favorito per la corsa al Quirinale. Secondo Il Messaggero se non dovesse passare un Ciampi-bis (ma non si è mai visto nella storia di questo paese!) la maggioranza finirebbe per convergere compatta su D’Alema. In alternativa ci sarebbero altri due Ds, Anna Finocchiaro e Giorgio Napolitano. Ma si tratta di due possibilità davvero remote.

Il segretario Ds Fassino sta lavorando per il simpatico Max e punta su tre ipotesi: inserirlo in una rosa per poi farlo scegliere al centrodestra, proporlo come nome secco sapendo di una contrarietà non assoluta di alcuni uomini vicini a Berlusconi o aspettare la quarta votazione e farlo passare a maggioranza. Una scelta, quest’ultima, che non piace al Corriere della Sera: “non c’è alternativa alla grande intesa”, scrive Pierluigi Battista in prima pagina.

 

(disclaimer per i meno attenti. E’ un pezzo di archeo-politica. Mancano sei giorni all’inizio delle votazioni per il Quirinale. Siamo nel 2006: fatti realmente accaduti).

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  1. Andrea Praticò

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