Tocqueville.it. Una bussola per la traversata nel deserto

tqvQuando, nel giugno 2005, è ondata online per la prima volta l’homepage di Tocqueville.it, ci muoveva la convinzione di dover lavorare alla costruzione di un soggetto – più culturale che politico – in grado di rappresentare e dare voce al popolo silenzioso e silenziato del centrodestra nazionale. In quei giorni le divisioni tra laici e cattolici attraversavano il nostro blocco politico di riferimento in modo lacerante e doloroso. Proprio la volontà di aggregare un movimento che sembrava troppo diviso per riuscire ad essere rilevante ci spinse a gettare il cuore oltre l’ostacolo, immaginando – almeno nelle verdi praterie del cyberspazio – qualcosa che esisteva soltanto nelle favole raccontate dai politologi ai bambini: il mitologico “partito unico del centrodestra”.

Com’è andata a finire lo sappiamo tutti. Ma mai ci saremo sognati di dover rimpiangere, quasi dieci anni dopo, quella condizione di unità (quantomeno formale) che qualche anno dopo la nascita di Tocqueville fu realizzata – a freddo, troppo a freddo – con la nascita del Popolo delle Libertà. Oggi ci troviamo ad assistere a una diaspora infinita di partiti, uomini e idee. Ma mentre i partiti – come sempre – ci interessano poco, sugli uomini e sulle idee crediamo che Tocqueville possa ancora svolgere un ruolo importante.

Non possiamo, però, fare finta che quest’ultimo decennio non sia mai trascorso. Con la progressiva perdita di rilevanza della blogosfera, la “big discussion” si è ormai spostata quasi integralmente sui social network. E si è persa, ormai quasi del tutto, la distinzione tra blog, siti internet e webmagazine. La “nuova Tocqueville” non si limiterà dunque ad aggregare i post dei blog iscritti, ma guarderà al mondo dell’informazione online a 360 gradi. Qualsiasi cosa possa essere interessante per una prospettiva fusionista avrà diritto di cittadinanza, a prescindere da chi l’ha scritta e da chi l’ha pubblicata.  L’obbiettivo, ambizioso, è quello di trasformare il nostro portale in un luogo capace di rappresentare il meglio della discussione di centrodestra e sul centrodestra. Non solo in Italia.

A lavorare per ottenere questo risultato, come sempre, ci sarà un gruppo di volontari che – del tutto gratuitamente – metterà a disposizione il proprio tempo per la selezione dei contenuti e per la loro diffusione sui social network. Ai nostri lettori chiediamo di segnalarci le cose migliori pubblicate sul web e di alimentare, insieme a noi, la discussione seria ma serena sul futuro del centrodestra.

Si tratta di ritornare ai fondamentali, insomma. Fondamentali che per noi non sono cambiati: crediamo ancora che il fusionismo tra liberali, popolari e conservatori sia l’unica strada percorribile per non morire succubi – politicamente e soprattutto culturalmente – di una sinistra che ormai pretende di occupare abusivamente tutto lo spettro ideologico del paese.

Ci aspetta una traversata nel deserto lunga e faticosa. Non per questo, però, meno esaltante delle tante che siamo stati chiamati sin qui a compiere.

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