Un’altra adesione a #svegliailcdx

By Vittorio Fantozzi

settembre 19, 2014 politica

svegliailcdx2Vittorio Fantozzi, sindaco del comune di Montecarlo (in provincia di Lucca), ci scrive per spiegare le ragioni della sua partecipazione a #svegliailcdx, l’evento in programma a Milano il 18 ottobre 2014 per “l’unità, il programma e le primarie del centrodestra”. Noi, che all’appello abbiamo già aderito, pubblichiamo volentieri il suo pensiero.

Mi sono imbattuto nel dibattito da voi animato per puro caso, come il naufrago stanco ormai disilluso di intravedere la costa all’orizzonte che senta d’un tratto d’aver toccato terra. Se provaste per un istante ad immedesimarvi in questa immagine potreste percepire l’impatto emotivo suscitato da questo inatteso approdo, sotto la pioggia di luglio, sopravvissuto e disperso come tanti altri, insieme a molti altri, al preannunciato tsunami del voto amministrativo ed europeo. Passaggio elettorale devastante per il centrodestra, lo hanno ben evidenziato i numerosi interventi, a cui nessuno tra gli esponenti più in vista tra i vari partiti e partitini sta ponendo un rimedio concreto, preferendo al legittimo rischio dell’insuccesso, dell’isolamento e della perdita di posizioni, la comoda attesa nei rispettivi bivacchi.

Naufragare nel web, questa estate, in cerca di altri sopravvissuti per l’Italia incrociando con voi le vostre riflessioni e sentimenti comuni è stato per me, orfano toscano alle soglie di un improbabile anarchia da destra per cause di forza maggiore, una rivelazione fonte di inattesa speranza e ritrovata energia. Di questo voglio apertamente ringraziarvi.

Vivere l’idea di una rinascita del centrodestra italiano, da toscano in Toscana oggi, mi consentirete, assume una doppia valenza, tanto pare impossibile reagire efficacemente non soltanto alla figura non taumaturgica di Renzi quanto al dominio amministrativo di una sinistra, in realtà di un sistema di potere consolidato ma non più solido come un tempo, che da quasi mezzo secolo non conosce, e non potrà conoscere per consapevole e metodico abbandono del campo, una qualsiasi alternanza.

Eppure, come a livello nazionale, anche in Toscana è possibile vincere, anche in questo voto di maggio, intendendo con il termine dare testimonianza di un’alternativa politica ed amministrativa concreta, laddove la scelta dei candidati e dei programmi è frutto di percorsi liberi e realmente partecipativi. La Toscana sarà allora a Milano per fare non solo il proprio doveroso atto di presenza ma per testimoniare e significare questa speranza, questa volontà che il vostro dibattito ha esattamente centrato, laddove il territorio ha prodotto non solo Renzi ma, prima di lui, gli anticorpi al sistema che esso rappresenta.

Nel merito dell’impresa, condivisi i preamboli, è inutile nascondersi come la strada da percorrere sia davvero un immenso deserto, dove ogni risorsa è stata abusata, dove poche restano le oasi incontaminate. Un’aridità materiale ma anche ideale, spesso davvero intima e spirituale, la cui comune traversata vorrei rappresentasse per tutti la dovuta espiazione, consapevoli di come ciascuno abbia contribuito, coscientemente o meno, facendo o non facendo, a determinare l’attuale stato di cose nel centrodestra italiano.

Quello che auspico dalla Giornata di Milano, io la chiamerò così in onore ai moti più autentici del nostro popolo, senza arrendermi al vocabolario renziano né ad altri altri abusatissimi e superati termini di area (adunata, raduno, convegno), è che questo popolo disperso e questa generazione si riconosca. Riconoscersi è fondamentale, superando distanze e steccati spesso strumentali, seminati da altrui interessi, e riconoscersi è tra gli obiettivi chiave e tangibili della Giornata che vogliamo credere, davvero, sia la prima a non doversi concludere con l’inattesa “vendita di pentole” o sottoscrizione di tessere del bischero dirigente di turno.

L’ostacolo più grande sul cammino, dopo l’agenda dei contenuti attorno ai quali ricucire un’identità comune, sarà quello che passa per l’unica strada veramente percorribile per il Rinascimento del centrodestra italiano, ovvero rendere possibile la creazione dalle fondamenta di un nuovo soggetto politico dove oltre i contenuti siano poi le regole di funzionamento e condotta a darne quel prestigio e quella autorevolezza sufficiente ad emergere e consolidarsi ovunque. Regole, non statuti prestampati, che abbiano il valore delle idee e dei principi cui richiamiamo la nostra visone del mondo.

Creare dal nulla un nuovo soggetto politico che riparta inesorabilmente dalla partecipazione come proprio pilastro e fondamento, aprendo a chiunque la possibilità di esserne spettatore o protagonista in ogni sua fase, significa chiedere a coloro che oggi, a diverso titolo, militano da anni e spesso da decenni nelle diverse realtà del centrodestra, se non di ripartire da zero, almeno di rinunciare alle proprie posizioni, ponendosi sulla stessa linea di partenza con ogni altro, come ogni altro.

Conoscendo la fatica, lo spirito di sacrificio, il senso dell’orgoglio, l’idea del merito personale ed altri tratti tipici degli uomini liberi che si richiamano alla destra dello spettro politico sento e so che sarà qui la vera difficoltà nel convincere i molti, altrove presi, se non ad aderire a non sabotare la Giornata di Milano. Occorrerà definire, dunque, con difficoltà certo ma con speranza di successo, un cammino il più inclusivo possibile che, senza voler pesare o giudicare i trascorsi di nessuno nessuno al tempo stesso annulli, così che le capacità, le esperienze, finanche le clientele ed i bacini elettorali non diventino pregiudiziali ma le gambe e le braccia che occorrono al successo di qualsiasi progetto possa germogliare Milano.

Abbiamo il tempo, specie se decidiamo di non sprecarne, disponiamo delle energie e delle teste capaci di attrarre ogni risorsa necessaria. Occorrerà però il coraggio delle minoranze che spesso hanno fortemente inciso nella storia d’Italia che non è certo oggi l’Italia di Renzi e nemmeno del renzismo, fenomeno che non vedo, che stento a riconoscere o respirare in giro, mentre invece scorgo ovunque un popolo in fermento che attende solo di trovare la propria case e farvi nascere i propri leader da consegnare all’Italia.

Vittorio Fantozzi
Sindaco di Montecarlo (Lucca)
Dal 1994 al 2008 militante in Azione Giovani ed Alleanza Nazionale, segretario provinciale lucchese del movimento giovanile dal 2003 al al 2007.
Assessore dal 2004 al 2009, Sindaco dal 2009 del comune di Montecarlo con una lista civica appoggiata dai partiti del centro destra.

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