Corse Clandestine. Ippodromo del Nord Est

corsa_clandestina6«Qui non si capisce davvero più niente: spettatori che entrano, altri che escono, spalti semivuoti»: il cronometrista capo dell’Ippodromo del Nord Est allarga le braccia sconsolato e ammette che, alle attuali condizioni della pista, prevedere un risultato certo per il Grand Prix d’Europa è praticamente impossibile.

Secondo l’esimio studioso il vero dato da monitorare è quello del numero di spettatori che sceglierà di recarsi all’ippodromo nella sola giornata di domenica, perché da lì si capirà subito chi ne trarrà vantaggio e chi vedrà diminuire il proprio tempo sul giro. Secondo le nostre fonti, i recenti fatti giudiziari che hanno messo sottosopra l’organizzazione dell’Esposizione Mondiale del Cavallo, hanno convinto molti sostenitori di Fan Idòle e Varenne a rimanere sul divano. I simpatizzanti del  pentastellato Igor Brick, per lo più tifosi arrabbiati (qualcuno li chiama già Brick Block), sarebbero invece in aumento e si recherebbero in gran massa all’ippodromo per sostenere il proprio cavallo.

Il totale degli spettatori sarà comunque molto basso e riempirà poco più di metà degli spalti. Questo, secondo l’analista, finirà per avvantaggiare le scuderie con miglior capacità di mobilitazione tra il tifo organizzato. A guadagnare qualche secondo potrebbero essere, quindi, Ipson de Scipiòn (che vede schierati sul campo un buon numero di prestigiosi fantini locali), Frerès Tricolòr e il nordico Groom de Bootz.

Veniamo alla corsa che abbiamo potuto vedere dal solito televisore di fortuna. Fan Faròn riesce a portare Fan Idòle davanti a tutti al traguardo: il suo tempo di 31” rintuzza l’ultimo attacco del pentastellato Igor Brick, velocissimo nell’ultimo giro, e capace di chiudere in 29”. Il cronometrista ci avvisa subito, però, che alcuni suoi colleghi giurano di aver misurato anche il fantino genovese molto vicino ai 30”, tanto che sarebbe stata necessaria una complicatissima prova tv per determinare l’effettivo ordine di arrivo al fotofinish.

Fuori dalla lotta per la vittoria, ma comunque solido terzo, c’è Varenne: il purosangue brianzolo, privato della sapiente guida del fantino Burlesque ancora chiuso a Château de Boscòn, chiude in 17”. Un tempo leggermente inferiore alle attese ma che garantisce alla prestigiosa scuderia azzurra un buon numero di sacchi di biada.

Il quarto posto è appannaggio del governativo Ipson de Scipiòn: il fantino siciliano dimostra di essere in ottima forma e pur senza grandi proclami porta a casa un lusinghiero 6,5”. Quinto il nordico e sempreverde Groom de Bootz che perde la sfida per la medaglia di legno ma accede comunque al riparto dei sacchi di biada: i suoi 5,5” rappresentano un ottimo risultato per una scuderia che partiva, soprattutto su questa pista, con tempi particolarmente negativi.

Nelle retrovie è battaglia. Sia Frerès Tricolòr che General de Etomatopulòs si fermano ad un passo dalla soglia necessaria per accedere ai premi: 3,5” per entrambi e la sensazione che, anche qui, il numero di spettatori possa essere decisivo nel determinare chi supererà l’ostacolo di sbarramento dei 4”.

Certamente fuori dal lotto dei migliori c’è la joint venture Petit Jean-Ipson de la Boccòn, stimata tra 1″ e 2″ e con l’improbabile fantino belga incapace di scaldare i cuori dei tifosi italiani. Tanto che, alcuni ex sostenitori dell’eccentrico Petit Jean, hanno inscenato un sit-in di protesta al grido di “This is not our Guy”.

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