Riff, in gara il film “Enzo Tortora, una ferita italiana”

By Attilio Gambino

marzo 18, 2014 giustizia

“Enzo Tortora, una ferita italiana” film di Ambrogio Crespi sbarca al via Riff- Il Rome Independent Film Festival. Sarà proiettato il 20 marzo alle ore 19,10 al Cinema Aquila al Pigneto. Si tratta di una pellicola originale e coraggiosa, che affronta il tema spinoso della “malagiustizia” in Italia, problema atavico e ancora irrisolto.

Con la forza delle immagini e della rievocazione storica del calvario a cui fu sottoposto il noto conduttore televisivo, Ambrogio Crespi lancia un messaggio dritto al cuore dello spettatore. Difficile non provare la sensazione di un pugno dritto nello stomaco dopo aver visto questo docufilm. La rabbia per le ingiustizie e la voglia di riscatto sono le sensazioni che questo lavoro in gara al Riff susciteranno sicuramente dopo la visione.

Emozione allo stato puro, anche grazie alle inedite testimonianze che rendono vivo il ricordo di Tortora e di quello che rappresenta, ancora oggi, il suo caso giudiziario. Ambrogio Crespi osa. Sceglie di non avere voce narrante ma di far parlare le immagini, i suoni e i protagonisti di una storia che non può e non deve essere dimenticata. Un lavoro didattico che vuole parlare alle giovani generazioni ma allo stesso tempo rievocativo, per ricordare a quelle più vecchie di non chiudere la porta agli errori passati. Guardare questo film è un piacere per gli occhi e per lo spirito, perchè riesce a raccontare una vicenda importante senza mai annoiare.

I minuti scorrono veloci mentre le lacrime, inevitabilmente, solcano il viso. Si ha la sensazione di varcare la porta del carcere insieme ad Enzo Tortora per poi uscirne carichi di desiderio di rivalsa. Il regista mette dentro alla sua opera prima passione, amore, voglia di cambiare le cose. Ambrogio Crespi vuole comunicare tanto e riesce bene nel suo intento, è un vero vulcano in eruzione pronto a trascinarsi dietro chiunque avrà modo di vedere il film. Ecco perchè ha riscosso enorme successo alla Camera dei Deputati, nelle Università, italiane e straniere e persino al Parlamento Europeo. Trascina con l’originalità del costrutto narrativo perchè permette la totale immedesimazione nella storia di Enzo Tortora senza, per questo, scadere mai come nella semplice e banale ricostruzione degli eventi.

Ad Ambrogio Crespi, dunque, il grandissimo merito di essere stato capace di trasformare uno dei più clamorosi casi di malagiustizia italiana, che i media facevano sembrare distante dalle nostre vite quotidiane, come un episodio accaduto ad ognuno di noi. Un lavoro da dieci e lode.

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