Renzi legge libertarian e scrive socialista

By Michele Di Lollo

febbraio 27, 2014 politica

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Che ci fa un libertario nel Pd? Che Matteo Renzi fosse anomalo per la sinistra lo si era capito. Le sue aperture alle privatizzazioni, lo scippo di alcune istanze della destra e i mal di pancia tra i post comunisti non lasciano dubbi. Ma che arrivasse a tanto non si poteva immaginare. Gira voce, infatti, che nei giorni della fiducia sul banco del sindaco di Firenze tra portatile, fogli bianchi disposti in modo disordinato e pizzini pentastellati fossero presenti tre libri.

Il primo è “Il lavoro spiegato ai ragazzi” di Pietro Ichino. La presenza di questo libro è legittima, lo riconosciamo. Ichino è una personalità vicina al presidente del Consiglio. Ha partecipato alla Leopolda ed è stato suo consigliere sulle politiche del lavoro. Ma andiamo avanti. Le cose si fanno interessanti. Il secondo è “Sudditi” di Nicola Rossi, ex senatore del Pd, oggi presidente del centro studi liberista “Istituto Bruno Leoni”. Ecco come si raccontava in un’intervista al think tank al momento del suo insediamento. Se “Sudditi” non desta particolare stupore (anche se un saggio liberista come lettura del segretario di un partito di sinistra rappresenta quantomeno una novità) è l’ultimo scritto che dovrebbe sconvolgere particolarmente chi legge. “Il micropensiero libertario” di Leonardo Facco.

Qui gli occhi si spalancano. “Non bisogna avere paura di confrontarsi a viso aperto con il nostro nemico, lo Stato”, scrive l’autore. Questo volume raccoglie 159 citazioni, pensieri e brevi frasi incentrate sul tema della libertà. Nel complesso il libro si presenta come un arsenale di frasi fulminanti, utili da sfoderare al momento opportuno nelle discussioni con i tanti nemici della libertà individuale, ancora persuasi, per interesse o per indottrinamento scolastico e mediatico, della bontà o della superiorità morale di tutto ciò che è pubblico o statale. Facco è un libertario di ferro, difensore dell’individuo, delle sue libertà e del libero mercato. Un liberista spinto.

Facco ha svolto negli anni per diffondere le idee libertarie e antistataliste diversi lavori: libri, dvd, cd e riviste… tante le battaglie che ha ingaggiato contro il moloch statale. Insieme all’imprenditore friulano Giorgio Fidenato (cofondatore del Movimento Libertario) ha condotto una campagna dai complessi risvolti legali contro il sostituto d’imposta, per dare ai dipendenti il 100% della busta paga esentasse. Sempre con Fidenato ha sfidato l’assurdo e liberticida divieto di seminare OGM nella propria proprietà, come è lecito fare in mezzo mondo. Si è rifiutato di sottostare all’obbligo di compilazione del censimento. Ha apertamente violato, con offerte fuorilegge, il divieto legale di effettuare sconti superiori al 15% sui libri, ha presentato provocatoriamente alle elezioni politiche un partito chiamato “Forza Evasori”, è andato in televisione a dire che “le tasse sono un furto e non pagarle è legittima difesa”. Ed è stato uno dei primi a parlare di tassazione esasperante per le imprese. “Quando nel mio libro del 2009 “Elogio dell’evasore fiscale” avevo scritto che la reale pressione fiscale sui redditi era del 67% tutti ridevano”, afferma in un’intervista. “Oggi invece i giornali e gli studi più autorevoli riconoscono tranquillamente che la pressione fiscale complessiva in Italia è del 70%”.

Queste sono le letture preferite al momento da Renzi, ma a sinistra possono stare tranquilli: finché c’è uno come Padoan all’economia sono in una botte di ferro.

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