La presunzione dei salvatori della Patria

By Giovanni F. Accolla

febbraio 14, 2014 politica

renziletta

La politica non è più in grado di rappresentare la realtà del Paese? Macché! Cosa meglio narrano la nostra Italia se non proprio le vicende governative degl’ultimissimi anni: tre presidenti del Consiglio non eletti, usciti da qualche magico cilindro, uno appresso all’altro. E che, come nel gioco dell’oca, vanno alla casella finale senza passare dal via! Con disinteresse totale per popolo che – ricorderanno i più anziani – una volta veniva perfino definito sovrano. Crescerà l’astensionismo elettorale? Fate voi: urne vuote o grillismo dilagante e non so che cosa sia peggio.

Eccola l’Italia dell’emergenza eletta a sistema, eccola l’Italia della crisi che stritola tutto e tutto, in un nano secondo, fa invecchiare. Eccola la nostra Patria dei “salvatori della patria”, che nello spazio di due tre telegiornali diventano delle palle al piede della agognata e mai avvenuta ripresa economica, che da santini si trasformano in perfetti coglioni!

Monti, Letta, ora Renzi, già un solo tratto umano li rende gemelli siamesi: la presunzione. Ed è un crescendo da operetta. Ora a palazzo Chigi ci andrà il campione del mondo della boria, il recordman dell’arroganza, il messia della iattanza. Matteo Renzi, uno che insegnerebbe a nuotare perfino ai pesci! Ma per quale incomprensibile arcano, per quale insuperabile magia, il giovane (per ora, anche Letta era giovane – ricordate?- ora sembra il padre di Monti!) segretario del Pd dovrebbe far meglio dei suoi predecessori? E quali sono le sue ricette economiche? Chi gli ha mai sentito dire qualcosa di concreto, qualcosa che non sia vaga propaganda. Quale strabiliante squadra di governo, poi, chiamerà a sé? Se penso alla direzione del partito, già mi tremano i polsi.

E quale reale capacità politica avrà, Renzi, per gestire non solo il parlamento (e il senato che vorrebbe abolire), ma il suo stesso gruppo parlamentare? Ricordo che Letta è stato fatto fuori dal Pd, in una guerra intestina tra ex-democristiani. Quale maggioranza appoggerà il suo governo? E anche qui è tutto da capire, se è vero che Alfano non vuole un governo politico e se Vendola non governerebbe mai -così ha già detto – con il Nuovo Centro Destra.

Eppoi, scusate se torno sull’argomento, ma da quando le primarie di un partito – per quanto numericamente importante – decretano il presidente del Consiglio? Se è questo il criterio della rappresentanza, andrà a finire che l’amministratore del mio condominio me lo trovo sindaco! Certo – mi direte – lo prevede la Costituzione, ah già: la più bella del mondo, dimenticavo. Insomma, lo prevede la Costituzione, ed ecco il nuovo che giunge a palazzo Chigi come un arnese della prima Repubblica, peccato che di De Gasperi o di Andreotti questo giovane non abbia davvero nulla.

La presunzione, dicevo: ecco la peculiarità umana che ha fatto fallire Monti, che ha immobilizzato Letta, che (cari miei non c’è due senza tre) mentre l’Italia muore, farà di Renzi una meteora o – forse sarebbe più giusto dire, ahinoi – un fuoco fatuo.

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