Prima fermata per il treno Italicum

By Redazione

gennaio 22, 2014 politica

Il primo stop dell’iter della riforma elettorale arriva quando ancora il testo della legge non e’ nemmeno stato depositato. Ed e’ cosi’ che la commissione Affari costituzionali, convocata alle 14, per la presentazione del testo viene aggiornata a sera, dopo i lavori dell’aula di Montecitorio. Parte subito in salita il cammino della legge elettorale. Ci sono i ‘piccoli’ in subbuglio da Ncd a Scelta Civica.

Oggi ci si sarebbe messa pure la Lega. A quanto riferiscono , infatti, diversi membri della commissione ci sarebbe uno stallo legato anche a una clausola ‘salva Lega’. Ovvero un dispositivo che permetta a un movimento territoriale, quale il Carroccio, di non essere penalizzato dalla ripartizione nazionale dei seggi. La ripartizione per la Lega avverrebbe solo nelle tre regioni del Nord: Piemonte, Veneto e Lombardia.

Una clausola verso la quale Forza Italia, in una logica di coalizione, non si oppone. Contrario il Pd. “Ma perche’ il Pd dovrebbe dire si’ a un’eredita’ del Porcellum? Non c’e’ nessuna ragione per aggregazioni interregionali. La Padania non esiste…”, dice il lettiano Francesco Sanna, membro della commissione Affari costituzionali. E non e’ solo il Pd ad essere contrario. Ci sono pure i partiti piu’ piccoli ma non a carattere territoriale come la Lega. “Allora anche per noi deve valere una clausola di salvaguardia”, chiedono.

Il rinvio della presentazione del testo ha creato qualche tensione in commissione. Intanto da parte di Sel, che da venerdi’ sara’ impegnata nel congresso di partito e che avrebbe a disposizione pochissimo tempo per l’esame di un testo (che ancora non c’e’) e quindi la presentazione di emendamenti, il cui termine sarebbe nella giornata di dopodomani.

Anche Fratelli d’Italia con Ignazio La Russa e’ critico sui tempi e non solo. “Non si e’ mai visto che viene gia’ fissato il termine degli emendamenti quando ancora non c’e’ un testo. Per carita’, a me basta leggere il testo e subito so quali sono gli emendamenti, ma abbiamo aspettato 10 anni, ce li possono dare anche 15 giorni per l’esame del testo o no?”, dice La Russa.

Ma in commissione l’ex-ministro non ha chiesto solo piu’ tempo, ma ha preso di mira anche il presidente e relatore Francesco Paolo Sisto: “Ho chiesto a Sisto chi stia materialmente scrivendo questo testo. Mi ha risposto che lo sta scrivendo lui. Una pietosa bugia. Sappiamo tutti che questa riforma la stanno scrivendo fuori dal Parlamento… Sisto e’ solo un passacarte”. Ribatte Sisto: “Dire che io sono un passacarte e’ quella una pietosa bugia, ma siamo tutti abituati alle esternazioni di La Russa”.

Ma il nodo ‘Salva Lega’ e’ solo uno dei tanti punti che potrebbero rallentare l’iter della riforma elettorale. La minoranza Pd e’ sempre orientata a portare avanti la battaglia contro le liste bloccate. Presenterete un emendamento? chiedono i cronisti al bersaniano Alfredo D’Attore mentre lascia la commissione Affari costituzionali: “Noi puntiamo a un emendamento unitario di tutto il gruppo Pd su questo”.

Insomma, al momento, non si parla di emendamenti di ‘corrente’. “Come siamo riusciti a vincere la battaglia sul doppio turno -aggiunge D’Attorre- cosi’ possiamo vincere quella contro le liste bloccate. Nel gruppo c’e’ un convincimento diffuso sul punto. Appena di sara’ il testo base, stasera riuniremo il gruppo” e in quella sede si aprira’ un confronto sull’eventuale emendamento unitario contro le liste bloccate.

“Ieri -riconosce D’Attore- all’assemblea del gruppo c’e’ stata un’apprezzabile apertura su possibili modifiche da parte di Matteo Renzi. Mi e’ piaciuta un po’ meno la minaccia di far saltare la legislatura se non passano le riforme… che poi e’ una minaccia spuntata perche’ Renzi sarebbe il piu’ penalizzato dall’andare alle elezioni con la legge proporzionale” uscita dalla Consulta.

AdnKronos

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