La persecuzione infinita

By Michele Di Lollo

novembre 27, 2013 politica

002È il giorno della verità. Il giorno del voto al Senato sulla sua decadenza, quando tutto potrebbe finire. Le procure italiane non gli hanno risparmiato nulla: corruzione, falso in bilancio, concorso esterno mafioso, riciclaggio, concorso in stragi, frode fiscale, corruzione giudiziaria, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, aggiotaggio, insider trading, rivelazione di segreto d’ufficio, concussione, favoreggiamento della prostituzione minorile, abuso d’ufficio, vilipendio all’ordine giudiziario e induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria.

Oggi, sul quotidiano Il Tempo, le prime sei pagine sono dedicate a lui: Silvio Berlusconi. L’epopea giudiziaria nella sua interezza come non la avete mai vista. Sono i numeri incredibili (mai calcolati prima, giorno dopo giorno) della più grande persecuzione giudiziaria di tutti i tempi che si conclude. In 18 anni, Silvio Berlusconi ha affrontato 34 processi rispondendo di 40 diversi capi di imputazione. Il dato non tiene conto delle decine, decine e decine di inchieste (anche per diffamazione) aperte in ogni angolo del paese, e anche all’estero,cavalcate mediaticamente e politicamente contro di lui,  su ipotesi di reato poi crollate nel nulla.

Di tutto questo accanimento dimenticato troverete traccia in cinquanta mila battute a firma di Simone di Meo e Luca Rocca. Sei procedimenti sono ancora in corso a fronte di 14 archiviazioni, 8 assoluzioni, 1 proscioglimento, 5 prescrizioni, 1 amnistia e 2 fascicoli depenalizzati. Pure la magistratura spagnola l’ha messo sott’inchiesta (archiviata) per la vicenda TeleCinco. Dal 1995 ad oggi, il Cav è stato condannato due volte, e solo recentemente, a fronte di processi discussi e discutibili, e con una rapidità senza precedenti: in primo grado a 7 anni di reclusione per prostituzione minorile e concussione (Ruby) e in Cassazione a 4 anni per frode fiscale (Mediaset).

È il premier che con il suo governo ha raggiunto i maggiori risultati nella lotta al crimine organizzato (incluso inasprimento del carcere duro) ed è stato il bersaglio prediletto dei pentiti di Cosa nostra, camorra, ’Ndrangheta e Sacra Corona Unita che lo hanno citato in centinaia di verbali accusandolo di ogni nefandezza, dall’aver trafficato e usato droga per assunzioni personali oltre ad aver comprato partite di calcio Champions, dalle stragi di mafia alla nascita del suo impero dovuto ai suoi contatti con le vecchia e nuova mafia. È stato intercettato in violazione delle prerogative parlamentari anche quand’era premier. Hanno ficcato il naso nelle vita privata sua e dei suoi figli. Una gigantesca caccia all’uomo come non se ne sono mai viste al mondo.

Il Cavaliere attende il suo ennesimo giudizio in aula. Sia che lo si ami o lo si odi, a prescindere da come andrà a finire, vale la pena sfogliare le pagine de Il Tempo per toccare con mano, per la prima volta, la persecuzione di un uomo che nel bene o nel male ha dominato la scena politica italiana negli ultimi vent’anni.