Anche le belve nel loro piccolo…

By Andrea Mancia

ottobre 9, 2013 Informazione

“Radio Belva”, nella seconda metà degli anni Settanta, era il soprannome dato con disprezzo al GR2 diretto da Gustavo Selva (che invece quello stesso nomignolo rivendicava con orgoglio) da chi considerava il giornale radio del secondo canale Rai come un nucleo reazionario di opposizione all’avanzata dei comunisti – in senso stretto, visto che si trattava del Pci – verso la conquista del potere. Erano gli anni del piombo, del compromesso storico, delle redazioni giornalistiche fiancheggiatrici delle BR, del Kossiga scritto con il “K” e con la doppia “S” delle Schutzstaffeln naziste. E Selva, dai microfoni di Radio Belva, dava voce alle ansie della maggioranza silenziosa (e della destra democristiana), terrorizzata dalla lenta ma inesorabile marcia del Pci verso il cuore delle istituzione repubblicane del dopoguerra.

Dal 1981, anno in cui Selva lasciò la direzione del Giornale Radio 2 per essere “esiliato” alla Rai Corporation di New York, sono passati pìù di trent’anni, gli anni di piombo sono finiti da un pezzo, le redazioni giornalistiche fiancheggiano solo gli interessi degli editori, a sinistra tirano molto di più le manette della lotta armata e al Quirinale si fanno cose che Kossiga neppure osava immaginare. Soltanto due cose resistono come allora, seppure con forme assai diverse. Il compromesso storico oggi si chiama “grande coalizione”, ma resta un governo raccogliticcio senza la forza di riformare alcunché. E, da ieri sera, è tornata “Radio Belva”. Proprio su una delle televisioni di Silvio Berlusconi, colui che da ormai vent’anni – come sapeva fare Selva – legge meglio di chiunque altro nella “pancia” dell’elettorato non-di-sinistra del nostro paese.

Con queste premesse, qualche anima ingenua si sarebbe potuta aspettare che l’esordio di “Radio Belva” su ReteQuattro, a cura della premiata ditta Cruciani-Parenzo, potesse rappresentare una boccata d’aria fresca nello stantìo panorama del talk-show politici a senso unico che imperversano sui nostri teleschermi. Mai speranza fu più mal riposta.

(continua su Clandestinoweb)

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