Twitter si lancia in borsa

By Michele Di Lollo

settembre 13, 2013 Internet

È stato sufficiente un tweet per avviare un tran tran che in queste ore sta monopolizzando il traffico in rete. Twitter annuncia l’approdo in Borsa. Quando è ancora presto per dirlo, ma è chiaro che il social network tenta di seguire le orme del colosso Facebook, lanciato sui mercati finanziari nel maggio del 2012 con risultati non troppo entusiasmanti. Viene depositato alla Securities and Exchange Commission (la Consob americana) la documentazione definita “S-1″per l’offerta pubblica iniziale, primo atto ufficiale della quotazione sui listini azionari. L’annuncio non poteva che avvenire attraverso un cinguettìo postato dalla stessa società sul suo account dopo la chiusura dei mercati americani. “Abbiamo consegnato in via riservata un S-1 alla Sec per la prevista Ipo. Questo tweet non costituisce un’offerta di vendita per alcun tipo di titolo”.

We’ve confidentially submitted an S-1 to the SEC for a planned IPO. This Tweet does not constitute an offer of any securities for sale.

– Twitter (@twitter) September 12, 2013

La società ha fatto seguire un secondo tweet: “Now, back to work” (si torna a lavoro) allegando una foto di alcuni dipendenti affaccendati nella sede di San Francisco. I retweet, come detto, si sono moltiplicati e la questione è diventata la notizia del giorno tra i venture capitalist della Silicon Valley. George Zachary di Charles River Ventures ringrazia i fondatori di Twitter Jack Dorsey, Evan Williams, Biz Stone e l’amministratore delegato Dick Costolo. “Questo è uno di quei momenti emozionanti per cui vale la pena vivere in questa valle”, dichiara Kevin Hartz, amministratore della start-up Eventbrite, che ha investito in diverse altre start-up di successo tra cui PayPal, Pinterest e Airbnb. “E’ solo un evento finanziamento per Twitter, ma rappresenta anche il prossimo passo di quello che viene considerato uno dei giganti emergenti di Internet”.

Twitter, creato nel 2006, si è trasformata in una nuova forma di comunicazione utilizzata da eserciti di uomini, donne e bambini armati di smartphone. L’azienda occupa 900 persone e solo di recente ha iniziato a generare profitti degni di nota: Twitter, nel 2013, incasserà circa 580 milioni dollari in introiti pubblicitari e raggiungerà il miliardo nel 2014.

Il debutto in borsa di Facebook è stato un flop, ma le sue azioni dopo qualche mese sono iniziate a crescere. Sono salite del 60% nel 2013 e hanno raggiunto il record questa settimana, mentre il network professionale LinkedIn ha radunato il 117%. Questo dovrebbe supportare la valutazione di Twitter durante il percorso verso il mercato pubblico. Un fondo gestito da BlackRock ha investito 80 milioni di dollari in Twitter e valuta l’azienda più di 9 miliardi di dollari. Altri, che costituiscono le offerte del mercato secondario di dimensioni più ridotte, fanno ammontare il valore a più di 10 miliardi.

La dichiarazione presentata alla Sec costituisce il primo passo per il lancio. I tempi previsti per il debutto variano dai tre ai sei mesi, ma la società potrebbe impiegare più tempo. La richiesta di quotazione confidenziale è una procedura nuova resa possibile da una modifica della regolamentazione dei mercati finanziari entrata in vigore lo scorso anno. In sostanza la norma nota come Jumpstart Our Business Startups, o Jobs Act, consente alle società che hanno ricavi annuali inferiori al miliardo di dollari, di avviare le operazioni di Ipo (Initial Public Offering) attraverso una procedura riservata. Questo permette loro di non pubblicare i risultati finanziari almeno sino a quando le azioni non vengono materialmente rilevate dagli investitori. Secondo gli esperti questo iter aumenta la propensione delle start-up di accelerare la loro Ipo e quindi l’approdo in Borsa.

Inviando il deposito, chiamato S-1 alla Sec, le autorità di regolamentazione possono osservare i comportamenti di Twitter. In questo modo possono segnalare eventuali problemi prima che il social network “apra al pubblico”. Finora non è stata prevista alcuna fascia di prezzo per gli stock. L’annuncio di Twitter arriva mentre la domanda di Ipo sta cominciando a scaldarsi. Quest’anno, 131 aziende hanno presentato l’istanza, che è in crescita del 44% rispetto alle 91 dell’anno scorso. Ben 22 sono stati i lanci di aziende operanti nel settore della tecnologia. Gli investitori chiedono a gran voce questo tipo di azioni. Ora, per vedere Twitter tra gli indici, non resta che aspettare.

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