Il trauma che apre alle elezioni

By Redazione

agosto 1, 2013 politica

Per mesi si è sostenuto che solo un trauma forte avrebbe potuto costringere il paese a reagire in qualche modo allo stato comatoso in cui versa a causa della depressione economica e dalla frantumazione della politica. Ora il trauma si è verificato, sotto forma di una sentenza di casta pronunciata ottusamente dalla Cassazione per non sconfessare l’operato dei magistrati milanesi e per evitare una frattura dalle conseguenze pesanti all’interno della corporazione delle toghe.

I giudici del Palazzaccio di Roma non si sono posti il problema delle conseguenze generali della loro decisione . Hanno badato solo al loro “particulare”. Cioè alla esigenza di non certificare che il cosiddetto “rito ambrosiano” è fuori delle regole di una normale giustizia giusta. Ma così facendo hanno inconsapevolmente accelerato a dismisura il processo di chiarimento politico che era stato praticamente congelato dal governo delle larghe intese guidato da Enrico Letta.

Chi dice che il governo regge ha ragione. Ma solo per quanto riguarda il resto dell’estate. La sentenza di condanna definitiva di Silvio Berlusconi è di fatto una sentenza di condanna a morte per l’attuale esecutivo. Ed il fatto che possa essere eseguita all’inizio dell’autunno sia per quanto riguarda la esclusione del leader del Pdl dal Senato, sia per la defenestrazione di Enrico Letta da Palazzo Chigi, non cambia la sostanza delle cose.

Non sarà di sicuro il condannato Berlusconi a provocare la caduta del condannato Enrico Letta. Il Cavaliere (almeno fino a quando non gli verrà ritirata anche l’onorificenza) continuerà a sostenere la coalizione senza forzature o cedimenti di sorta. Non per generosità ma per semplice convenienza. Perché sa bene che a togliere la spina alle larghe intese ci penserà il Pd quando si tratterà di votare per l’espulsione parlamentare del leader del centro destra.

Pier Ferdinando Casini si è augurato che Berlusconi si dimetta dal Senato prima che il Pd decida di rompere l’alleanza di governo votando la cacciata del Cavaliere insieme a Sel e Cinque Stelle. Ma non si capisce perché mai il leader del Pdl dovrebbe togliere la castagna bollente dalle mani del Pd. Se la strada della fine delle larghe intese è segnata e se alla fine di questa strada non c’è che il ricorso alle elezioni anticipate nella prossima primavera, nell’ottica di Berlusconi tanto vale che il cerino della crisi rimanga nelle mani di un Pd che in quel periodo sarà aggredito in continuazione da Sel e Cinque Stelle. E, soprattutto, sballottato dalle tensioni provocate dall’imminenza di un congresso che potrebbe concludersi con l’incarico a Matteo Renzi di dare il colpo di grazia al Cavaliere posto ai domiciliari in un voto anticipato al prossimo aprile.

In sostanza, quindi, la Cassazione ha spianato la strada alla fine delle larghe intese ed alle elezioni anticipate. Ed ora che la frittata è fatta non si vede come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Presidente del Consiglio  Enrico Letta possano fermarne gli effetti. E non si vede soprattutto perché mai Berlusconi dovrebbe perdere l’occasione di compiere l’ultima cavalcata elettorale alla guida di un popolo di centro destra ormai definitivamente convinto della persecuzione giudiziaria e del rischio di finire definitivamente nelle mani di chi vuole realizzare lo stato di polizia tributaria e la repubblica delle toghe.

Chi grida scompostamente di gioia per la condanna del Cavaliere e lo da ormai per morto e sepolto non ha ancora considerato che alle prossime elezioni anticipate Berlusconi sarà ai domiciliari, simbolo vivente del rischio che grava su tutti quegli italiani che si oppongono alla deriva autoritaria della sinistra giustizialista.

Come si comporterà il Tribunale di Milano nei confronti del condannato eccellente leader di uno dei principali partiti del paese? Oltre alla libertà personale gli toglierà anche il diritto alla parola, magari sotto forma di messaggi televisivi o via internet? E quale impatto avrà sull’opinione pubblica nazionale ed internazionale una campagna elettorale segnata dalla presenza del leader di Forza Italia arrestato e proteso a diventare il simbolo ed il leader non solo del centro destra ma di tutti i perseguitati ed i tartassati d’Italia?

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