Il Durt e i grillini

By Redazione

luglio 25, 2013 politica

Guy Bedos ha detto: “Crederò veramente nella libertà di stampa quando un giornalista potrà scrivere ciò che pensa del suo giornale. Nel suo giornale”. Oggi, anziché giornale potremmo anche scrivere blog, anzi blog di Beppe Grillo magari, il seguitissimo sito del guascone genovese che di “libertà di stampa s’è riempito la bocca”, almeno finché non è finito al centro dell’arena politica vera, quella in cui son diventati protagonisti anche i suoi sgangherati “cittadini”.

Ieri, quei fenomeni da circo Barnum che siedono alla Camera dei deputati – spinti dall’impeto che accomuna gli ignoranti in materia economica (e non solo) – hanno fatto approvare il Durt (Documento Unico di Regolarità Tributaria) all’interno del “decreto del fare”, che impone 21 nuovi obblighi per piccoli imprenditori ed artigiani. In pratica si tratta di “un adempimento burocratico che impone a una ditta in procinto di essere pagata per un appalto, di comunicare alla Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni, tutti i versamenti delle buste paga dei dipendenti e delle liquidazioni Iva che diventano mensili.

Insomma deve dimostrare in anticipo di essere in regola prima che la pubblica amministrazione stacchi l’assegno o versi il bonifico”. Lo Stato non ti paga? Lo Stato ti manda cartelle pazze? Lo Stato ti massacra di tasse e burocrazia? Chissenefrega, mica è questo il problema per i grillini. Per queste cavallette a due zampe è bene che lo Stato decida quale impresa e quale no è degna di lavorare per lui. Insomma, il problema sono ‘sti artigiani brutti e cattivi, miliardari ed evasori fiscali (dirlo fa figo, no?).

Siccome i grillini sono i profeti della libertà di stampa”, della “democrazia diretta senza partiti”, “del decide la Rete”, un mio amico artigiano, Alan Peter Fortebraccio, è entrato nel blog del grande capo ed ha scritto: “Io seguo il vostro blog, anche se non vi ho mai votato, ma questo provvedimento del Durt vi classifica come degli statalisti della peggiore specie”. Apriti cielo! Intanto è iniziata la ridda di insulti nei suoi confronti: “suicidati, piddino di merda, pidiellino, pigliatelo in culo così lo Stato non ti pagherà, sparati,ecc. ecc. (e vabbé); peggio è che ogni risposta che Fortebraccio dava loro, veniva puntualmente cancellata.

Ci dice Fortebraccio: “Mi hanno bannato, non posso piu scrivere. questo certifica che sono una brava persona. Noi siamo i lavoratori quelli che producono loro sono il regime ed il nemico, coalizzati da una persona intimamente convinta di essere mossa da sani principi, che ha calamitato un’accozzaglia di bimbominkia statalisti , che vorrebbero controllare il mondo del lavoro e della produzione,questo perché sono incapaci di eccellere. Hanno scoperto che per comandare basta sparare a zero su quei ladri della maggioranza, cosa facile anche per la mia bassotta, ma le loro proposte sono roba trita, sussidi, controllo statale sulle imprese, decrescita, ritorno alla carriola, in fondo ed all’orto biologico, sono cose da pecoraio scania.

I fasciocomunisti hanno capito tutto e son saldamente al potere finchè non ci sarà il default e lacrime e sangue scorreranno a fiumi”. Massì, i profeti della libertà online lo hanno anche bannato (cancellato)! Perché con loro l’onestà sta tornando di moda! E onestamente parlando nel blog di Grillo vige una regola molto liberale: puoi dire quello che vuoi, ma solo se quel che dici fa comodo a noi e al grande capo-comico! Orwell spiegava che “se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire”. Che sbadato sono… dimenticavo che quelli del Movimento 5 Stelle non sono gente, loro sono “cittadini”, invasati ma “cittadini”.

(Tratto da “L’Indipendenza)

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