Lodi, il candidato anti tasse

By Michele Di Lollo

maggio 16, 2013 politica

“Le radici profonde non gelano”. Nel lodigiano il commercio è qualcosa che merita rispetto e considerazione. Lo sanno i cittadini, lo ricorda la piazza del mercato e lo sottolinea Andrea Dardi, candidato sindaco di appena 24 anni. Si presenta sotto le insegne di Fratelli d’Italia e Pensionati. Combatte lo Stato centralista ed esattore, lo statalismo e gli sprechi che arrivano da una lunga gestione di centrosinistra.

La sua candidatura è il frutto della coerenza di una destra che non accetta compromessi. Diventa l’unico candidato vero conservatore, l’unica alternativa per chi in comune vuole cambiare. Ha trovato lungo la sua strada dei compagni di viaggio, i Tea Party. Su loro richiesta sottoscrive la promessa di impegnarsi a votare contro qualunque aumento delle tasse locali, contro ogni aumento della spesa e a battersi per una maggiore autonomia fiscale.

Il tuo programma elettorale inizia con una frase tratta dal Signore degli Anelli, pronto per la guerra?

Entrare in questa competizione è un po’ come sfidare l’esercito di Sauron. Ci ritroviamo in pochi contro molti, in una battaglia per la coerenza e l’identità.

Spiegami…

È una situazione particolare, una traversata nel deserto. Guido una compagine formata da Fratelli d’Italia e Pensionati, mentre Pdl e Lega Nord hanno deciso di candidare la vicensindaco uscente che viene da 13 anni di militanza nel Pd. Non possiamo permettere che una militante di centrosinistra, contrastata sui programmi per anni da un centrodestra all’opposizione, ora diventi magicamente la candidata ideale. Non ha senso.

E che resta dell’asse “classico” Pdl-Lega Nord?

Per loro candidare Giulia Cominetti è semplicemente il modo migliore per espugnare il palazzo, rimasto negli ultimi 15 anni nelle mani della sinistra. Pensano di sfruttarla come cavallo di Troia, ma non tengono conto delle lacune che ha dimostrato di avere. È un errore clamoroso sostenere una persona che ha caricato le famiglie di una serie di imposte, senza intervenire in modo decisivo sugli sprechi di bilancio.

Il PdL va a sinistra, ti senti tradito?

Direi che hanno adottato una strategia sbagliata. Significa l’ammissione di pecche notevoli all’interno della coalizione di centrodestra. Significa che non sono riusciti a trovare una personalità adeguata a guidare lo schieramento.

Perché?

Evidentemente perché in questi anni non hanno voluto/saputo investire nelle nuove generazioni. Quanto sta accadendo è la prova dell’assenza di una visione delle cose di medio-lungo periodo.

Tra tanti nemici chi è per te Sauron?

È quella macchina burocratica lenta, obsoleta, elefantiaca che fa impazzire le famiglie, i cittadini e le imprese. È lo Stato.

Ti piacciono le sfide epiche…

Apprezzo il genere.

Come ci si sente ad essere supportato dai Tea Party?

Ho partecipato alla fondazione del movimento in città già due anni fa. È una liaison nata in tempi non sospetti. Ci sono battaglie che abbiamo condiviso fin da subito.

Come quella sulle tasse?

Esatto. Mi sono impegnato con loro a non aumentare il carico fiscale in alcun modo qualora venissi eletto. Parte della mia famiglia viene dal Nebraska, uno stato saldamente repubblicano. Lì l’opposizione all’invadenza dello stato è una cosa seria.

Meglio dunque il libertarismo o la tradizione della destra sociale?

Noi nel programma abbiamo inserito strumenti di intervento che in effetti appartengono alla destra sociale. Ma abbiamo in mente anche una forte cura dimagrante per la macchina pubblica lodigiana.

Qualche esempio?

Uno vero e proprio shock di privatizzazioni che andrebbero a colpire tutte le società partecipate comunali. Non ha più senso nel 2013 una presenza forte del comune in settori come quello delle farmacie, degli impianti sportivi, dei teatri, delle biblioteche quasi sempre con un bilancio in rosso. L’attore pubblico in questi settori è dannoso e opera male.

Iniziative per l’impresa?

Abbiamo intenzione di sostenere le iniziative imprenditoriali con agevolazioni fiscali, incentivi. Un punto a cui tengo particolarmente è il recupero del centro storico. Per dare forza a chi vuole aprire nuove attività proponiamo l’esenzione dalla Tares per due anni, rivisitazione dell’Imu su botteghe artigianali ed esercizi commerciali. Abolizione di una serie di imposte inutili come quella sull’occupazione del suolo pubblico o sulle insegne luminose.

Quanto costerebbe tutto questo?

Sono interventi a costo zero per ridare fiducia alla città, a un settore stremato dalla crisi che è stato lasciato solo per troppo tempo.

(tratto da “L’Intraprendente)

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