Sondaggi: Il crollo del Pd

By Michele Di Lollo

aprile 22, 2013 politica

Il discorso del re (Giorgio Napolitano) è stato duro. I partiti, come si ripete ovunque da ieri pomeriggio, sono stati richiamati al realismo. Basta all’immobilismo, basta alle chiacchiere, basta alle battaglie di principio. È il momento di agire.

Ma, mentre iniziano consultazioni, qualche “no” a un governo di larghe intese, indirizzato dal programma dei saggi, già ripiomba cupo tra i corridoi del palazzo. Fratelli d’Italia e Sel, saliti al Colle in mattinata, ribadiscono la loro opposizione a qualsiasi tipo di governo politico che preveda l’accordo, il compromesso o “l’inciucio”, come piace ripetere a molti negli ultimi giorni.

Cosa accadrebbe se Napolitano dovesse fallire e un nuovo ricorso alle urne diventasse inevitabile? Secondo i sondaggi più recenti il centrodestra potrebbe vincere. E in modo plateale. Questo è quanto emerge, per esempio, dai risultati dell’ultima rilevazione Emg, per il TgLa7. La coalizione guidata da Silvio Berlusconi si attesterebbe al 34,8%, superando di ben otto punti e mezzo (8,4%) il centrosinistra e del 5,7% il Movimento Cinque Stelle. Ma andiamo con ordine.

Per Emg, il Popolo della Libertà nell’ultima settimana cresce dell’1,5%, arrivando a toccare quota 27,1%. E si conferma secondo partito del paese. Segno positivo anche per le altre forze della coalizione. La Lega Nord (+0,4%), raggiunge il 4,1%, Fratelli d’Italia (+0,5%) sale al 2,1%, mentre La Destra arriva allo 0,7%. I partiti minori, sommati, toccano lo 0,8%. Un’altra grande novità riguarda il Movimento Cinque Stelle che si afferma come prima forza politica.

È da solo al comando con il 29,1% dei consensi, superando il Pd che invece crolla nettamente al terzo posto, scendendo al 20,3%. Il partito Democratico in una settimana perde il 6,3% e questo tonfo deriva soprattutto dalle voragini che si sono aperte al suo interno e che spaccano politici ed elettori. Le indecisioni sull’elezione del presidente della repubblica sono costate care ai Dems, oltre che a tutta la dirigenza dimissionaria del partito.

La tragedia che si è consumata a Montecitorio, insomma, secondo Emg minerebbe il futuro prossimo del maggiore partito della sinistra italiana, che dovrebbe fare fronte a un elettorato in libera uscita, accolto in percentuali diverse da Nichi Vendola (Sel cresce di 2 punti e si attesta al 5,2%) e da Beppe Grillo.

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