Piazze, fabbriche, palazzi

By Redazione

marzo 17, 2013 politica

Per capire questo libro e coglierne la profondità di sentimento che scorre tra le righe di una prosa mai banale dovete andare dritti a pagina 50. Lì l’autore scrive una delle dediche d’amore più belle che ci sia mai capitato di leggere. Racconta del matrimonio con Maria Beatrice e la definisce “una ragazza bellissima, dagli occhi verdi come certi mari di Grecia accecati dal sole”, una donna “dai gesti profondi eppur lievi come la preghiera mormorata in una dorata penombra bizantina”, emblema di “un amore forte, radicale.

Un fondamento nuovo, compiutamente autentico, per una vita che aveva corso il rischio di smarrire verità”. “Piazze, fabbriche, palazzi: frammenti per l’autobiografia politica di un senatore trevigiano”, scritta dal senatore pidiellino Maurizio Castro è tutta in quelle poche righe tra pagina 50 e 51. Non servirebbe aggiungere altro e comprendiamo il paradosso di recensire una biografia politica con l’unico passaggio che di politico proprio non ha nulla. Ma in quel frammento è racchiuso un distillato di passione e di lirismo che invade le altre 138 facciate di un libro che, per stessa definizione dell’autore, si legge “in un paio d’ore”. Come un film, meglio di un film. Perché i cinque capitoli che lo compongono illuminano la strada percorsa da questo manager trevigiano, chiamato ad essere direttore di orchestra di grandi multinazionali private e di imponenti moloch statali, per finire poi tra gli scranni di Palazzo Madama.

Una storia umana e personale che dalla politica è stata pervasa e contaminata. Eviteremo qui di svelarvi i contenuti di questa vicenda perché sono quelli, sopra ogni altra cosa, a raccontare gli anni che vanno dal 1968 al 2013: con franchezza l’autore ripercorre vissuti autentici che, selezionati con cura, riescono a dare la cifra di un’epoca. Come in quadro di Monet, al centro c’è il soggetto, non il contesto: ma sono le emozioni liberamente raccontate da quel soggetto che rendono possibile la narrazione di quel contesto. E questo scritto ondeggia con sapienza tra introspezione analitica e storicizzazione autentica. Vi ritroverete in mezzo ad un’Italia che cambia, ad un Nordest che cambia, ad una politica che cambia: e coglierete tutto il dato storico proprio lì dove non ve lo aspettate, nel mezzo di un racconto che più personale non si può.

E’ uno scritto di passione, soprattutto. La stessa, sincera, che Castro ci ha messo nel suo impegno privato e pubblico. La stessa, autentica, che si legge nelle dieci righe che abbiamo citato all’inizio e che rappresentano, meglio di ogni altra cosa, l’approccio che devono avere gli uomini di valore che scelgono di spendersi in politica. Maurizio Castro, tirando le somme di questa parentesi politica destinata a riaprirsi presto, si riconosce un merito, quello di “aver servito con onore la Repubblica”. Condividiamo. E ci aggiungiamo quello di aver scritto un gran bel libro.

Qui è possibile acquistare il libro online.

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