Ippodromo de la Gran Mediane

By Redazione

febbraio 24, 2013 CORSA CLANDESTINA

Prima (e ultima) corsa clandestina in questo Ippodromo de la Gran Mediane, che rappresenta un po’ una via di mezzo tra tutte le altre piste su cui si sono corse le gare d’avvicinamento alla Manche de la Chambre. Ad essere misurate in questa gara sono i tempi totali delle scuderie e non quelli dei singoli cavalli. Partiamo subito col dire che il guatemalteco Galopin du Zacapa e il dadaista Non aux Declin, nonostante le molte speranze di tante tifosi, non riescono a superare il fatidico ostacolo di sbarramento del 4% e quindi per loro non ci saranno sacchi di biada da riportare nelle stalle.

L’arrivo certificato da ben dieci diversi cronometristi rispecchia l’andamento delle corse di queste due settimane: la scuderia Bien Comun taglia il traguardo per prima con 34.21″ complessivi e si porta a casa agevolmente il superpremio di 340 sacchi di biada che spetta al vincitore de la Manche de la Chambre. Al secondo posto si classifica la mai doma Maison Liberté: tempo di poco sotto i 30” per Varenne e soci ma il 29.20″ complessivo è molto più di quanto potessero sperare gli azzurri solo un mese e mezzo fa. Va detto che le prestazioni del purosangue brianzolo guidato magistralmente da Burlesque sono andate calando con l’approssimarsi del traguardo: a metà del secondo giro, infatti, molti scommettitori iniziavano a pregustare un incredibile sorpasso. Pier le Smacchiateur è stato bravo a tenere i nervi molto saldi, a rintuzzare gli attacchi dell’avversario e a distendere Fan Idole sul rettilineo finale portandosi a casa un vantaggio di poco superiore ai 5 secondi.

Mentre i due battistrada combattevano per l’oro, nelle retrovie è cresciuto moltissimo i pentastellato Igor Brick: il suo 19.36” finale non racconta tutto della sua maiuscola prestazione. Dopo alcuni giri di pista costantemente sotto i 20”, infatti, nel miglio finale il purosangue genovese ha dimostrato di poter agevolmente correre tempi incredibili, con una progressione da far invidia al Varenne dei tempi d’oro. La sua medaglia di bronzo vale moltissimi sacchi di biada e lo fa diventare una delle scuderie più influenti nel mondo dell’ippica
moderna.

Medaglia di legno per Ipson de la Boccon con 11.29″: partito come detentore tecnico del titolo, l’algido fantino Mario de la Montaigne non è mai riuscito a girare su tempi accettabili per uno della sua levatura. Niente accelerazioni e un ritmo lento che ha finito per fiaccare tifosi e scommettitori. Se la corsa fosse durata ancora un giro, sarebbe sceso pericolosamente sotto quota 10”, il minimo sindacale per garantirsi sacchi di biada da spartire con Ipson de Mormal e con il derelitto Ipson de Tullien.

Ricordiamo ai telespettatori che i tempi registrati nella corsa all’Ippodromo de la Gran Mediane tengono poco in considerazione il dato del numero dei tifosi presenti sugli spalti. Visto l’andamento delle ultime ore, sono ancora possibili sconvolgimenti. Anche importanti.

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