Ippodromo del Nordest

By Redazione

febbraio 12, 2013 CORSA CLANDESTINA

Quella che vi stiamo per raccontare è una corsa che farà tremare i polsi alla scuderia Maison Liberté. All’ippodromo di Nordest si corre, in silenzio, da ormai qualche mese. Poche gare vare, solo prove singole sul miglio davanti a pochi spettatori. Eppure i numeri di questo gioiellino dei cronometristi spesso ci prendono. Così è stato nel 2006, così è stato per il Grand Prix d’Europe del 2009.

Nella gara nazionale a cui abbiamo assistito ieri, Fan Idole è protagonista assoluto e con i suoi 30 secondi netti sul giro traina l’intera scuderia. Dietro di lui l’ecologico Gebrazac che guidato dal fantino con l’orecchino strappa un non esaltante 3.0. In coda, partendo da sinistra, Central Democratique e Fan de le Garofan incapaci di andare oltre i 0,5 secondi in due. Totale scuderia Bien Comun: 33.5 secondi, record stagionale a queste latitudini.

Crolla letteralmente Varenne e trascina a fondo l’intera Maison Liberté. Dopo due giri discreti, il fantino Burlesque non riesce a dare la frustata giusta al suo purosangue che cede di schianto nel rettilineo finale. Il suo tempo, 17.4 secondi, riporta le lancette indietro di qualche mese e lancia ombre inquietanti su questo finale di stagione. In discreta forma il nordico Groom de Bootz (5,5 secondi per lui) anche se nulla può per migliorare il tempo della sua scuderia. Un aggregato di cavalli in cui non brillano i compirmari, incapaci di andare oltre un poco lusinghiero 2.6 secondi collettivo (Freres Tricolor, Hirosaka, ecc).

Al centro ha ripreso un po’ di smalto Ipson de la Boccon, capace di correre il miglio in 10 secondi netti, facendo segnare un tempo davvero interessante. Dietro di lui respira anche Ipson de Mormal che chiude a 4 secondi e precede sul traguardo il derelitto Ipson de Tullien, fermo a 1 secondo. L’intera scuderia di Mario de la Montaigne non va oltre i 15 secondi ma dà importanti segnali di vita rispetto ad altri ippodromi.

Vitalità che comunque non è sufficiente per arrivare al terzo posto. Al fotofinish la spunta il cinque volte stellato Igor Brick che sembra ormai essersi stabilizzato attorno ai 16 secondi netti. Nelle retrovie accede alla seconda manche solo il guatemalteco Galopin du Zacapa che con i suoi 5 secondi sfreccia davanti ad un Petit Jean incapace di spingere il suo destriero oltre un deludentissimo 2”.

A margine della corsa ci siamo fermati a chiacchierare con i cronometristi. Sono consci di aver registrato numeri in controtendeza con il resto del mondo ippico ma hanno una certezza: finirà proprio così, con un distacco tra i 6 e gli 8 secondi. A noi paiono troppi, ma siamo qui a fare i telecronisti, mica a pettinare cavalli.

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