Media Np: Il Pdl sale

By Michele Di Lollo

gennaio 20, 2013 politica

Rinnovatori, giustizialisti o garantisti a metà. L’indirizzo politico del Pdl ruota attorno a questa frase. Chi può dire di essere davvero impresentabile e quanto può costare in termini di voti la candidatura dei soliti volti, noti più per i coinvolgimenti nei casi giudiziari che per i progetti portati a termine da uomini politici. Una prima risposta arriva da Euromedia. La Ghisleri fornisce dati che fanno riflettere Silvio Berlusconi. Sostenere ancora i Cosentino di turno farebbe perdere al partito un milioni di voti e il tempo per la presentazione delle liste sta per scadere. Poco tempo per decidere.

Si tratta di circa due punti e mezzo percentuali che andrebbero a ingrossare il bacino del Pdl che, secondo la media registrata da Notapolitica.it, tocca il 19% (+1,5%). I singoli istituti esprimono pareri discordanti sulla forza effettiva del Popolo della Libertà. Il picco più alto è quello di Euromedia che dà il partito di Berlusconi al 23,1%. Mentre è Ipsos per Ballarò che delinea il risultato peggiore (17,4%).

Rispetto a una settimana fa il centrodestra nel suo complesso guadagna un punto tondo, passando dal 27,5% al 28,5%. Il centrosinistra è in flessione, ma resta avanti. Dal 38,2% ripiega verso il 37,1% un meno 1,1% che non basta al blocco azzurro per sognare un ipotetico sorpasso. Il distacco è ancora decisivo: 8,6%. All’interno delle due coalizioni i singoli partiti seguono il trend degli schieramenti maggiori.

A sinistra tutti lasciano per strada qualcosa e poco conta per i numeri del Pd la presentazione in Toscana della più giovane candidata di questa tornata elettorale. Lei si chiama Caterina Cappelli, classe 1987. È al numero 26 della lista per la Camera e potrebbe entrare in Parlamento se il Partito democratico sbanca il suo collegio. Il partito di Bersani per ora perde lo 0,6% stabilizzandosi intorno al 31,8%. Ipsos gli attribuisce il 33,4%, è il risultato più alto. Il più basso è quello di SpinCon: 27,2%. Sel (-0,4%) si attesta al 4,3%, mentre i partiti minori all’1% cedono lo 0,1%.

Le altre forze di centrodestra – del Pdl già si è parlato – restano pressoché immobili. La Lega Nord si conferma al 5,1%, La Destra conquista un decimo salendo all’1,5%, così come Fratelli d’Italia che perde un decimo. I partiti minori, una delle componenti chiave per il rilancio di Berlusconi, perdono mezzo punto e tornano a valori più contenuti (1,4%).

Monti e i suoi migliorano di quasi un punto percentuale (+0,9%). Toccano quota 9,3%. L’Udc di Pierferdinando Casini (4,1%) lascia per strada lo 0,3%, mentre il dato di Fli resta invariato all’1,2%. Nel complesso, la coalizione di centro passa dal 14% al 14,6% (+0,6%).

Al di fuori dalle tre fazioni maggiori, il Movimento cinque Stelle flette di mezzo punto. Perde lo 0,5% e si stabilizza al 13%. Amnistia Giustizia Libertà scende sotto la soglia dell’uno per cento (0,9%). Guadagna un risicato 0,1 Fare per Fermare il Declino (1,3%). Rivoluzione Civile guadagna un punto. Ingroia e i suoi, loro si giustizialisti duri e puri, dal 3,8% passano al 4,8%.

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