Media Np: Progressisti in calo

By Michele Di Lollo

gennaio 13, 2013 politica

Manca un mese circa alle elezioni e sembra chiaro, almeno per ora, chi vincerà. Certo, la situazione è un po’ più complicata di così. C’è di mezzo il Senato, la roulette delle regioni in bilico che possono decidere da sole la maggioranza dell’aula. Dati alla mano, tuttavia, i conti sono presto fatti. La media di Notapolitica, che si avvale delle rilevazioni dei principali istituti di ricerca italiani, descrive un quadro di crescita per due dei tre poli maggiori. Le alleanze pre elettorali danno i loro frutti e la dispersione delle forze politiche, con l’avvicinarsi del giorno fatidico, si riduce. Centrodestra e centro migliorano le loro posizioni anche se con ritmi diversi. Problemi all’orizzonte per il centrosinistra.

Partiamo da destra. Il totale di questo raggruppamento tocca il 28,4%. Un più 1,3% rispetto ai numeri rilevati intorno al 3 gennaio. A fare la differenza concorrono due fattori principali: la campagna elettorale di Silvio Berlusconi e, come detto, l’avvicinamento di forze minori che portano nello schieramento manciate di voti. In particolare, il Popolo della Libertà passa dal 17,1% al 17,4% (+0,3%), oscillando dal 20,5% di Euromedia al 15% di Piepoli. La Lega Nord cala di otto decimi attestandosi al 5,1%, mentre La Destra di Francesco Storace perde (-0,5%) e plana al 2%. Linfa vitale arriva dai partiti minori: Grande Sud, Movimento 3L, Intesa popolare, Mir e soprattutto il neonato movimento Fratelli d’Italia fanno la differenza e tutti insieme racimolano un utile 3,5%.

Il centro (14%) vive di Mario Monti. Se il premier tecnico non fosse salito in politica, ora quello che veniva definito Terzo Polo sarebbe al 5,2%. Udc e Fli da sole in effetti raggiungono rispettivamente il 4,1% (-0,3%) e l’1,1% (-0,5%). Invece la realtà è un po’ più felice da queste parti. Monti e il suo movimento portano l’8,8% di consensi. Altro che boccata di ossigeno. La media si stabilisce tra due picchi: il 10% rilevato da Ipr Marketing e il 5,5% di Euromedia. Rispetto ai dati del 3 gennaio, momento in cui la lista Scelta Civica con Monti orbitava intorno al 6%, il professore migliora addirittura di quasi tre punti percentuali.

Poi tocca alla sinistra. La coalizione progressista scende al 37,9%. Nonostante tutto mette in tasca, almeno alla Camera dei Deputati, le chiavi di una salda maggioranza. Si muove dal 39,1% di una settimana fa e perde l’1,2%. Tutte le forze politiche determinano la contrazione dello schieramento. Il Pd lascia per strada lo 0,4%. Si tratta di una media il cui valore più alto è dato da Euromedia (33,4%), mentre il più basso da Swg (29,8%). Sinistra e Libertà (4,7%) perde lo 0,3%. I partiti più piccoli del raggruppamento (-0,5%), Centro Democratico di Bruno Tabacci e Psi, raggiungono insieme l’1,1%. Poca cosa rispetto all’incidenza che i movimenti minori hanno dimostrato nel centrodestra.

In ultimo, si contano quattro partiti che fanno storia a sé. Chi non è riuscito a concludere accordi, chi è ancora in cerca di matrimoni politici e chi è abbastanza forte da creare un polo autonomo oltrepassando da solo le soglie di sbarramento previste dalla legge elettorale. Sono Fare per Fermare il Declino di Oscar Giannino, Amnistia Giustizia Libertà della coppia Bonino-Pannella, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e l’estrema sinistra di Ingroia. Il primo scende del 2,1% e si ferma all’1%. I Radicali si confermano all’1,4%, mentre Grillo si muove dal 15% di una settimana fa attestandosi al 13,4%. La lista Rivoluzione Civile dell’ex magistrato passa dal 3,3 al 4,2%.

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