Renzi e la logica dello staff

By Redazione

gennaio 8, 2013 politica

La compilazione delle liste del Pd per Camera e Senato ha generato attese da notte degli Oscar e inaugurato polemiche da partita di calcio. In linea con le attese, dal Nazareno sono uscite sorprese che hanno fatto discutere, gioire, imprecare. Nel computo delle questioni cruciali c’è da annoverare pure un nugolo di esclusioni eccellenti nel recinto di coloro che hanno sostenuto la corsa di Matteo Renzi alle primarie.

Svettano nomi di prima fascia come quelli di Andrea Sarubbi, Stefano Ceccanti, Francesco Clementi, ma anche Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. Per loro si chiudono le porte del Parlamento nella prossima legislatura, almeno sotto le insegne del Pd. Un posto in lista però, l’hanno trovato Simona Bonafè, organizzatrice del tour in camper, Maria Elena Boschi, al coordinamento dei Circoli e Luca Lotti, capo della segreteria di Renzi a Palazzo Vecchio.

Trionfa lo staff che nell’ultimo periodo ha spalleggiato il sindaco di Firenze, con la rumorosa eccezione di Roberto Reggi, da sempre falco renziano, scaricato sulla via di Roma con un faldone di interrogativi. «Se non difendi l’uomo che si è immolato per te, anche se quell’uomo non lo stimi molto, nel futuro chi si potrà fidare di te?», questo il commento di un renziano, ciliegina su una torta di malumori e recriminazioni. Perché oltre all’assenza di Reggi, e dopo aver perso Adinolfi e Ichino, oggi Renzi lascia in panchina “tecnici”, esperti e professionisti che, a prescindere dalle correnti, avrebbero potuto dare un valore aggiunto ai democratici in Parlamento, contribuendo a concretizzare la sbandierata diversità del sindaco fiorentino.

Gente come Stefano Ceccanti, 95% delle presenze nell’ultima legislatura e quinto posto nella classifica di “produttività parlamentare”, resta fuori. Al palo anche Andrea Sarubbi, padre di #opencamera, nonché deputato attivo sui temi di cittadinanza e immigrazione. Nella lista dei dispersi figurano pure gli ecodem Della Seta e Ferrante, quelli che parlano di ambiente e green economy. A loro si aggiunge Francesco Clementi, 37 anni, costituzionalista e “consulente giuridico” del sindaco di Firenze. Nei casi sopracitati, esperienze e curricula sono stati sacrificati sull’altare delle liste.

Al diavolo anche il coraggio di quei pochi (ex) parlamentari che da liberi pensatori hanno fatto le mosche bianche sostenendo Matteo Renzi. Poco importa che siano bravi e continuino a ricevano pacche sulle spalle nelle ultime ore. A loro sono stati preferiti gli staff, i fedelissimi e gli organizzatori, come in una qualsiasi cooptazione da Prima Repubblica.

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