Media sondaggi: il Pdl con Berlusconi

By Michele Di Lollo

dicembre 18, 2012 politica

Se una settimana fa il Popolo della Libertà arrestava la caduta dopo la discesa in campo di Silvio Berlusconi, sette giorni dopo si può osservare un partito che, secondo la media dei sondaggi registrati da Notapolitica.it, riprende a crescere nell’ordine del punto percentuale. Sei decimi, per l’esattezza, è quanto il Pdl riesce a raccogliere, passando dal 15,3% al 15,9%. Nei singoli sondaggi va preso in considerazione il dato Ipsos formulato per la trasmissione di Rai 3 Ballarò: con il 18% si evidenzia come la rilevazione più ottimista e nettamente superiore alla media. Numeri che varranno qualcosa considerato il tradizionale approccio “contenuto” che l’istituto assume nei confronti dello schieramento azzurro. All’estremo opposto troviamo, invece, Ipr (sondaggio realizzato per il Tg3) che vede Berlusconi e i suoi a un punteggio pari al 15%.

La situazione migliora anche per il resto del centrodestra. In totale la potenziale coalizione dal 24,2% tocca quota 24,9% (+0,7%) e a ottenere buoni risultati sono, oltre al Pdl, la Lega Nord (5,5%) e i partiti minori (1,3%) che crescono di due decimi. In discesa La Destra di Francesco Storace che lascia per strada due decimi, fermandosi al 2,2%.

Leggermente ottimista la prospettiva del centro. Tra le avvisaglie di nuove forze moderate, svolte montiane e il tradizionale gioco delle alleanze pre-elettorali, Casini, Montezemolo e gli altri centristi possono contare al momento su un bacino elettorale che stenta a raggiungere il 10%. Mettendo da parte i nuovi movimenti (Fermare il declino e Verso la Terza Repubblica), il saldo dello spazio politico di riferimento si attesta questa settimana al 7,8% (+0,6%). Se si vanno ad osservare da vicino i singoli schieramenti: Futuro e Libertà per l’Italia passa dall’1,9% al 2,1% (+0,2%), l’Udc resta pressoché immobile al 5% (+0,1%), mentre Mpa e Api si presentano rispettivamente allo 0,4% (+0,2%) e allo 0,3% (+0,2%).

A sinistra, un Pd in leggera flessione e una potenziale coalizione allargata a tutte le forze del centrosinistra in caduta, guidano i giochi. Il partito Democratico perde tre decimi e dal 33,6% ripiega verso il 33,3%. Il lancio delle parlamentarie, provocatoriamente ribattezzate buffonarie da Beppe Grillo, non godono di un grande appeal, soprattutto se si vanno ad osservare le regole sul ricambio generazionale del partito. Le deroghe che permetterebbero la ricandidatura dei “vecchi” dello schieramento – quelli con più di tre legislature alle spalle (da 15 anni in Parlamento) – fanno discutere. Non piacciono e svelano tutti i limiti dell’iniziativa: gli elettori sembrano punire. Dando uno sguardo ai singoli sondaggi, balza agli occhi l’istituto più ottimista, Ipsos, e quello che sforna i risultati meno incoraggianti: Swg (per la trasmissione Agorà). Il primo dà i democratici al 36,3%, il secondo al 31,1%.

Il centrosinistra, in generale, perde. Passa dal 47,1% al 45,3% e in una sola settimana lascia per strada quasi due punti percentuali, uno virgola otto per essere precisi. In ribasso l’Idv (2,1%), di tre decimi, ma ad essere svuotati sono i partiti minori (2,4%) che perdono l’1,2%. Fed e Sel restano fermi al 2% e al 5,5%.

Il Movimento Cinque Stelle questa settimana si attesta al 16,8% (-0,1%). Stessa flessione per la Lista Bonino-Pannella che si conferma all’1,4%.

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