I renziani alle parlamentarie

By Redazione

dicembre 18, 2012 politica

Prima dello scoccare del nuovo anno il Partito Democratico conoscerà i nomi dei suoi candidati al Parlamento. Il 29 e 30 dicembre si celebrano, in fretta e furia, le primarie per i parlamentari: neanche il tempo di annunciare il sito internet, che già sono piovute polemiche su deroghe e lista di coloro i quali non passeranno per le urne dei militanti e avranno una posizione privilegiata in cima alle liste.

Casualità o chirurgia, nell’elenco dei fortunati non figurano i renziani, nemmeno quei pochi che già sedevano in Parlamento. Compresi i pur titolati Ceccanti, Morando, Sarubbi, Giachetti, Realacci. Discorso a parte per Pietro Ichino che ha chiesto di non essere inserito nella lista, come pure gli era stato offerto, perché vuole misurarsi alle primarie.

Le truppe del sindaco rottamatore, minoranza qualificata in seno al Pd pur con Matteo fuori dai giochi, lavorano oggi per arrivare in forma davanti ai cancelli di Camera e Senato. Ecco allora che nello staff e tra i sostenitori di Renzi ci si prepara a correre per la competizione del 29 e 30 dicembre. Si parte da Firenze dove diversi membri della giunta del rottamatore hanno dato la propria disponibilità a candidarsi.

Tra questi Rosa Maria Di Giorgi, assessore all’educazione, Stefania Saccardi, assessore al Welfare e il vicesindaco Dario Nardella. Restando in ambito comunale, uno degli amministratori più attivi per Renzi, il primo cittadino di Cernusco sul Naviglio Eugenio Comincini, ha annunciato che rimarrà al suo posto, stessa scelta per Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci.

Giorgio Gori ha invece sciolto le riserve: lo spin dottor di Renzi correrà alle primarie in quel di Bergamo. Mentre a Milano dovrebbe giocarsela Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd, nonché uno dei pochi dirigenti dell’apparato a sostenere Renzi. In odore di candidatura c’è Domenico Petrolo, del dipartimento Cultura e Informazione del Pd, altra mosca bianca renziana nelle stanze del Nazareno. Della competizione sarà sicuramente Cristiana Alicata, romana, ingegnere alla Fiat e dirigente del Partito Democratico del Lazio.

Nella stessa regione correrà Mario Adinolfi, giornalista e blogger, outsider per definizione, che alla Stampa conferma: “Renzi non ha trattato quote nelle liste, è un problema di Bersani riequilibrare le presenze”. Tra i grandi esclusi dalla lista blindata, insieme a personalità del calibro di Ceccanti (indisponibile a fare le primarie) e Morando (non ha chiesto la deroga), spicca il il nome di Roberto Giachetti, segretario d’aula del Pd e conoscitore dei regolamenti parlamentari, reduce da 120 giorni di sciopero della fame per chiedere la riforma della legge elettorale.

Giachetti ha già preparato un video-appello e proverà a raccogliere preferenze nella Capitale. Cosa che non farà Andrea Sarubbi, deputato attivo sui temi della cittadinanza e inventore di #opencamera. “Se ci fossero le condizioni per correre alla pari lo farei”, ci spiega al telefono, ma “con i seggi locali e così poco tempo a disposizione non posso competere”. Motivazioni comprensibili, se si pensa al fatto che la campagna elettorale durerà una manciata di giorni, sotto Natale.

Alla fine vinceranno solo i ràs locali, che hanno un voto strutturato e le competenze non conteranno niente”, gli fa eco Arturo Parisi su Europa, uno dei pochi vecchi a battersi per Renzi premier. In Sicilia invece scalpita Davide Faraone, ex consigliere regionale e candidato renziano per la corsa a sindaco di Palermo poi vinta da Leoluca Orlando, mentre a Piacenza il capo del comitato elettorale di Matteo Renzi, il falco Roberto Reggi, si candida “solo se posso fare appello direttamente al voto dei cittadini”, fresco di polemiche sulle regole della consultazione del 29 e 30 dicembre.

Nella stessa regione è in ballo la discesa in campo di Matteo Richetti, presidente del consiglio regionale e renziano della prima ora, mentre in Umbria, la regione più renziana dopo la Toscana, il presidente della provincia di Perugia Marco Guasticchi sta scaldando la macchina dei rottamatori. News e nomi, tutto in una manciata di ore, d’altronde il tempo è poco: entro capodanno bisogna brindare ai nuovi candidati.

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