…e quelle del Pdl

By Redazione

novembre 28, 2012 politica

Dopo il duello Renzi-Bersani è toccato al Pdl farsi misurare. A “Porta a Porta” si sono scontrati non solo quattro personaggi politici ma quattro visioni sul futuro del partito.  Quella di Giorgia Meloni, una delle poche rimaste a supportare le primarie, che sostiene un ritorno della politica al ground che gli compete (fra i cittadini). Quella di Daniela Santanchè presentata come molto vicina alla posizione di Berlusconi e quindi anti-primarie per natura. Quella di Maurizio Lupi, fedelissimo di Alfano e Maria Stella Gelmini espressione di un certo montismo di destra. 

Anche qui azzardiamo qualche voto.

Giorgia Meloni: 7 ci rimane male (e molto) quando Bruno Vespa dichiarail definitivo addio alle primarie del Pdl. Ci prova in tutti i modi a far capire alla Santanchè che le primarie sono uno strumento utile per il paese e per il partito stesso. Poi rilancia sulle primarie per i parlamentari. Se il Pd ha in Renzi la sua voce di rinnovamento, ieri sera la Meloni è stata l’unica in grado di portare una ventata di novità all’interno di un partito che sembra ancorato a Berlusconi molto più che nel 2008.

Maurizio Lupi: 6 si presenta come molto vicino al segretario ma subito se ne distanzia per sconfessare le primarie.  Porta argomentazioni serie (poco tempo per organizzarle, occorre fare il meglio per il Pdl, ecc). Richiede un ritorno ai contenuti e difende a spada tratta l’ultimo governo Berlusconi con dati alla mano. Nonostante il dietrofront ideale è l’unico che riesce a difendere il partito con un minimo di cognizione di causa.

Daniela Santanchè: 5 impossibile da capire. Si schiera contro le primarie ma si vanta di essere la prima ad essersi iscritta. Si chiude a riccio non appena la Meloni alza la voce e opta per i congressi nella scelta del leader del Pdl. Ritiene che la macchina organizzativa delle primarie non sia partita e non possa partire neanche per il 20 gennaio. Secondo i ben informati è molto vicina a Berlusconi e ciò fa preoccupare tutti quelli che sperano ancora in un partito normale.

Maria Stella Gelmini: rimandata a settembre. Sembra un paradosso per l’ex Ministro dell’Istruzione ma ha bisogno di ripetizione.  Il palco inizia a scricchiolare non appena si dichiara vicina al governo Monti, di cui fa però fatica a difenderne i provvedimenti. Cade definitivamente quando dice che il pareggio di bilancio è possibile  e viene sconfessata dai numeri (rimandata anche in matematica!). Non entra mai nel vivo del dibattito sulle primarie e pare francamente un corpo estraneo.

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