Matteo Renzi, tra Ichino e Fiom

By Redazione

novembre 26, 2012 politica

Nel corso della campagna per le “primarie” del Partito Democratico, Matteo Renzi ha più volte fatto rinvio alle tesi di Pietro Ichino per quanto riguarda la materia del lavoro. Ed invero,  ai più, il nome del giuslavorista e parlamentare democratico evoca disponibilità a modificare l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, difesa dell’art.8 a tutela della contrattazione aziendale, semplificazione della complessa regolazione del lavoro. Sarebbe bene tuttavia, nella settimana del ballottaggio, sollecitare una maggiore chiarezza nella posizione del sindaco di Firenze con riferimento alla materia più sensibile per la sinistra politica e sociale.

Da un lato Matteo Renzi, più volte interrogato sull’art.18, ha evasivamente risposto che non vale la pena soffermarsi solo su uno dei moltissimi articoli della disciplina lavoristica. Dall’altro, la proposta di Ichino sui licenziamenti, ispirata a una faticosa mediazione tra le opposte spinte, è stata ritenuta da tutte le associazioni delle categorie produttive inaccettabile perché troppo onerosa e complicata. Renzi ha inoltre promesso sostanziali modifiche alla riforma Fornero (senza precisare se sulla flessibilità in entrata o sui licenziamenti) mentre Ichino si è schierato a difesa delle nuove norme. Così come Ichino ha difeso gli accordi Fiat mentre il rottamatore si è banalmente collocato sulla posizione critica dei salotti finanziari milanesi e della Fiom. Renzi, ancora, parla del “contratto unico” di lavoro, mentre Ichino, più consapevolmente, ha da tempo rinunciato a questo facile slogan perchè sa irrinunciabili contratti a termine, apprendistato, somministrazione e altro ancora. 

La vera semplificazione implica necessariamente il coraggio di rinunciare alla complessità di molte tutele e alla diffidenza nei confronti del datore di lavoro che le ha ispirate. Ovvero quei conflitti che i “piacioni” di ieri e di oggi non amano affrontare tanto più se li mettono in contraddizione con la loro specifica base di consenso.

Labor, Associazione Amici di Marco Biagi

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