L’ultimo assalto di Renzi

By Redazione

novembre 16, 2012 politica

“Non abbiamo voglia di scrivere una pagina di storia, noi vogliamo scrivere una pagina di futuro”. Con queste parole Matteo Renzi conclude il suo discorso alla Leopolda nella giornata finale di “Viva l’Italia viva” dopo aver attaccato la nomenklatura del PD e aver invitato a non aver paura delle nuove regole per le primarie.

Su quest’ultimo punto il sindaco di Firenze sembra aver fatto un deciso passo indietro rispetto alle scorse settimane durante le quali aveva ripetutamente attaccato il nuovo regolamento che, indirettamente, escludeva una parte del suo potenziale bacino di voti.

“Andare a votare è facile, anche con queste regole. Per ogni persona che se ne lamenta ce ne sono dieci che si spaventano e non vanno a votare. Alle persone che sono preoccupate per la coda ai seggi diciamo che ben vengano quindici minuti di coda se sono spesi per cambiare l’Italia. Meglio perdere un quarto d’ora oggi che cinque anni domani. Per quelli che avevano paura della registrazione abbiamo ottenuto che non siano resi pubblici i nomi di chi si reca a votare. Quindi non ci sono più scuse, se le persone non andranno a votare non sarà stato per colpa loro ma per colpa nostra che non siamo neanche stati in grado di convincerli a tirare fuori il certificato elettorale”.

L’attacco alla dirigenza del Partito Democratico è stato molto duro: “Questa settimana la stiamo aspettando dal 1994 da quando cioè un gruppo dirigente pensava di aver già vinto le elezioni e la cui unica preoccupazione era quella di decidere come spartirsi gli incarichi. In tutto il mondo si cambiano i leader dei partiti qui in Italia si cambiano solo i nomi delle forze politiche mentre le facce rimangono le stesse”.

Criticando la nomenklatura del Pd, Renzi ha avuto modo di lodare il lavoro svolto grazie alle primarie: “Oggi che il Partito Democratico è dato sopra il 30% dovreste andare a ricercare tutti quelli che dicevano che le primarie lo avrebbero distrutto”.

Il sindaco di Firenze ha voluto commentare anche gli attacchi a Pietro Ichino venuti sia dall’interno del partito che dal leader della Cgil: “Dove sta Ichino lo decide lui e gli elettori che lo votano, non il segretario di un’organizzazione sindacale. Spero che Bersani difenda il diritto di Ichino di stare nel nostro partito”.

Renzi ha parlato brevemente anche di Grillo e del Movimento 5 stelle: “C’è un modo molto semplice per chiudere la stagione dell’antipolitica: fare le cose che finora non sono mai state fatte”. Per quanto riguarda le eventuali alleanze sia con Casini che con Montezemolo Renzi ha avuto modo di ribadire il suo pensiero anche in conferenza stampa confermando quello che aveva già detto durante il dibatto su Sky: “Le alleanze si fanno solo con i cittadini, siamo noi che dobbiamo andare a prendere i delusi degli ultimi venti anni non Casini”.

Renzi cerca quindi di infondere fiducia ai suoi militanti invitandoli a compiere in questa settimana l’ultimo sforzo: “Il cambiamento non è mai stato così a portata di mano, lo dicono i numeri. O noi riscopriamo il futuro come piacere e sfida o l’Italia non ha destino”.

I numeri sembrano effettivamente essere dalla sua parte: 2.000 comitati, più di 114.000 volontari via web e 300.000 registrati in tutta Italia. Se basteranno però lo scopriremo solo domenica prossima.

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