Leopolda Day Two

By Redazione

novembre 16, 2012 politica

Si conclude con la proiezione del film che testimonia il lungo tour in camper di Matteo Renzi in giro per l’Italia la seconda serata di “Viva l’Italia viva”.

Gli interventi più importanti di questa giornata sono stati senza dubbio quelli di Giorgio Gori che ha cercato di smentire le voci che parlavano di ruggini nel rapporto con Renzi e di Alessandro Baricco che ha ricevuto gli applausi più calorosi da parte del pubblico della Leopolda.

Per mettere a tacere le numerose critiche per il suo passato di dirigente di Mediaset, Gori ha utilizzato la stessa strategia di Serra: parlare della sua vita privata facendo risaltare il duro lavoro che ha dovuto sostenere per diventare la persona di successo che è adesso: “Qualcuno per attaccare Renzi ha cercato di strumentalizzare il mio passato professionale, ma io non mi vergogno del mio passato”.
Gori, invitando a portare alle urne quanta più gente possibile, ha anche avuto modo di sottolineare che la battaglia di Renzi non si fermerà il giorno dopo le primarie: “Se Matteo riuscirà a vincere inizierà una gara ancora più importante: quella di portare un riformista di 37 anni alla giuda del paese. Se invece non vinceremo non preoccupatevi, il camper non tornerà in garage”.

Uno dei passaggi politicamente più rilevanti della serata è stato quello di Cristiana Alicata che ha sottolineato come Renzi sia stato l’unico candidato che a nove giorni dalle elezioni abbia incontrato le associazioni di famiglie omogenitoriali e sul sito del sindaco di Firenze è subito comparso il “Manifesto LGTB in sostegno della sua candidatura”.

Come detto l’intervento di Baricco è stato quello più applaudito ed è stato tutto incentrato sul problema educativo ritenuto il più grave che sta affliggendo l’Italia: “Educare il paese è l’unico modo di cambiare le cose, non solo attraverso le riforme. Qui ormai c’è poco da riformare, c’è bisogno piuttosto di rifondare completamente”. Per quanto riguarda la crisi del mondo della cultura lo scrittore-regista ha affermato che la priorità non deve essere data solo i finanziamenti ma alla ricerca del modo più intelligente con il quale usare i fondi a disposizione: “È arrivato il momento smettere di elargire soldi a chiunque senza prima valutare la qualità lavoro che viene svolto”.

Il Prof. D’Alimonte, che ha preso la parola dopo Baricco, ha impostato gran parte del suo intervento sul problema della legge elettorale che si sta discutendo in questo momento in parlamento: “La riforma elettorale di cui si sta parlando non è una buona riforma, se approvata ci farà tornare alla Prima Repubblica. Il modello a cui dobbiamo guardare è quello francese dove il partito socialista con il 29% dei consensi è in grado di governare. La stessa cosa succede in Gran Bretagna e in Spagna dove viene messa in condizione di governare la minoranza più forte del paese”.
D’Alimonte è stato anche molto duro per quanto riguarda il problema delle preferenze: “La lista bloccata non va bene ma il voto di preferenza è peggio perché in molti casi il voto di preferenza non è un voto d’opinione ma un voto di scambio. La soluzione va ricercata nell’istituzione dei collegi uninominali”.
Una volta abbandonato il discorso sulla riforma elettorale D’Alimonte si è soffermato su quali dovrebbero essere gli orizzonti politici del PD invitandolo a trovare un’alleanza con la futura lista di riferimento di Montezemolo: “Il Partito Democratico deve puntare ad un’alleanza con il nuovo centro moderato che si sta costruendo”.

Alla conclusione di questa seconda giornata la sensazione è che alla Leopolda, e intorno a Renzi, ci sia un movimento di idee e di entusiasmo con pochi precedenti nella storia politica italiana. Per vedere se tutto questo basterà per vincere le primarie ormai non c’è che da aspettare pochi giorni, ma se il centro-destra vuole davvero sperare di riconquistare i suoi elettori delusi dovrebbe mandare qualcuno a studiare come e cosa sta costruendo il sindaco di Firenze.

Domani alle 12 è previsto il discorso conclusivo di Matteo Renzi.

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