Leopolda Day One

By Redazione

novembre 15, 2012 politica

È iniziata oggi alla stazione Leopolda di Firenze la tre giorni di incontri di Matteo Renzi. Dopo “Prossima fermata Italia” di due anni fa e “Big Bang” dello scorso anno, è la volta di “Viva l’Italia Viva – Il meglio deve ancora venire”.

Dopo il confronto su Sky fra i candidati alle primarie i commentatori si erano trovati d’accordo nel constatare come tutti i protagonisti avessero optato per una linea che non fosse di aperta contrapposizione, come a voler dare l’immagine di un’unità di intenti che prevaleva rispetto alle differenze. Questo primo incontro alla Leopolda invece è andato in una direzione completamente opposta.

Su tutti gli interventi di Pietro Ichino, Giovanni Da Empoli e Davide Serra hanno tracciato molto chiaramente le distanze ideologiche e di programma da Bersani, Vendola e gli altri.

Nel suo intervento il giuslavorista Ichino è stato particolarmente duro nel criticare le mancanze e gli errori della sinistra italiana: “Chi rappresenta da decenni la sinistra dovrebbe rendersi conto che è tempo di fare un bilancio dei fallimenti di tutti questi decenni”.
Il peccato originale della sinistra è stato quindi riconosciuto nella completa mancanza di spirito di autocritica che non ha permesso ai suoi dirigenti di riconoscere i propri errori e di porvi rimedio. La conclusione di tutto questo è che “in Italia i poveri, gli operai e i giovani ormai non votano più a sinistra”.
Per Ichino la principale colpa del gruppo dirigente dell’odierno PD risiede anche nel fatto che nel corso degli anni abbia assunto posizioni troppo conservatrici e si sia reso così incapace di saper leggere il futuro. Questo in particolar modo per quanto riguarda il mondo del lavoro dove non si è saputo fare altro che difendere la situazione esistente in un realtà che cambiava radicalmente nel corso degli anni. “La sinistra non ha dato niente agli esclusi, ma ha difeso solo i piccoli diritti di chi qualche diritto aveva, dimenticando chi non aveva niente da difendere”.

Queste parole sono risultate particolarmente gradite a Renzi che su Twitter ha scritto: “C’è più sinistra in cinque minuti di Ichino che in dieci anni di discussione dei soliti noti”.

Anche l’intervento di Giuliano Da Empoli è stato caratterizzato da una forte polemica verso Bersani  che, accusato di aver presentato agli italiani un programma molto vago in cui non c’è niente di concreto, è stato paragonato all’ex presidente americano Carter per la sua incapacità di proporre soluzioni per il futuro. Da Empoli ha sottolineato come invece il programma di Matteo Renzi sia stato scritto grazie al contatto con le persone dopo aver toccato con mano le problematiche che tutta Italia sta vivendo

L’ospite più atteso della serata era sicuramente Davide Serra l’uomo al  centro delle polemiche  per la cena di fundraising organizzata a Milano per Matteo Renzi.
Per difendersi dalle accuse piovute sulla sua persona e sul suo lavoro legato all’alta finanza ha scelto lo stesso approccio che usò Mitt Romney nella convention di Tampa. 
“Qualcuno mi ha dato del bandito, e quindi ho deciso di venire a raccontare la mia storia”
Come il candidato Repubblicano impostò tutta la convention per far risaltare le sue doti umane e le sue capacità lavorative per ribaltare l’immagine negativa che i media avevano costruito su di lui, così Serra ha deciso di descrivere le sue umili origini e i sacrifici che ha dovuto fare per ottenere il successo nel suo lavoro: “Sono il primo della mia famiglia che è riuscito a laurearsi. La mia è stata un’avventura di meritocrazia”.
Durante l’intervento Serra ha avuto anche il tempo per sottolineare il suo impegno umanitario: “sono stato fortunato, ho avuto 4 bambini e per ognuno di loro ho deciso di aiutarne mille in Tanzania”.
Concludendo ha ribadito con forza il suo endorsement al sindaco di Firenze: “Molti mi chiedono: dopo il successo lavorativo che hai ottenuto all’estero, ma chi te lo fa fare di tornare in Italia? L’ho fatto perché ho conosciuto Matteo Renzi; è una persona con i miei stessi valori e sarei fiero se diventasse presidente del consiglio”.

“Viva l’Italia viva” continuerà nella giornata di venerdì, quando sono attesi gli interventi di Alessandro Baricco e Oscar Farinetti, e si concluderà sabato con il discorso finale di Matteo Renzi.

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