Burloni del Pd

By Michele Di Lollo

novembre 12, 2012 politica

All’indomani del dibattito televisivo che ha visto protagonisti i candidati alle primarie del Pd si moltiplicano gruppi e account sui social network che incalzano, mostrando lati meno nobili dei partecipanti.

Il primo che salta agli occhi è una pagina Facebook: Marxisti per Tabacci. L’assessore al bilancio del comune di Milano ispira simpatia e il suo lato comico conquista quasi 5000 fan in poco tempo. In particolare è la sua vita pubblica a costituire lo spunto ironico per la fanpage marxista. Giusto ieri l’ultima foto che mostra una sfilata delle forze armate sovietiche nella Piazza Rossa. Immagini di altri tempi che preannunciano la comparsa televisiva di Tabacci. Lui è un politico di lungo corso cresciuto nella Dc poi emigrato verso istanze progressiste. Un democristiano di sinistra, uno per cui famiglia e stato sono un tutt’uno come vuole la tradizione. Resta da sciogliere il tabù della questione religiosa, ma i cattolici a sinistra non mancano.

Dal 1970 – anno della sua discesa in campo come amministratore locale – ad oggi, non soffre i cambiamenti e se in Parlamento si discute di legge elettorale, una sua solida dichiarazione a favore del sistema proporzionale non può mancare. Il meccanismo delle primarie deve averlo incuriosito e ci si è tuffato dentro, come per trascinare un po’ di vecchia politica nel “nuovo che avanza” e contribuendo a rende il tutto poco credibile. L’endorsement dei marxististi del web di certo non lo scuoterà. Basta guardare un altro fotomontaggio in cui Tabacci è attento a studiare la strategia della sua prossima battaglia.

Renziani per Bersani è la seconda fan page degna di nota. Meno contatti della precedente, neppure mille. “Se vince bersani non chiederò deroghe”. Le parole di Massimo D’Alema non sono parse vere a un gruppo di sostenitori del segretario. Che hanno deciso di dare una mano alla rottamazione del sindaco di Firenze. L’unica chance per i renziani di mandare a casa D’Alema è che vinca lo smacchiatore di giaguari. Ed ecco fatto: Renziani per Bersani sbarca sul social network. C’è un tormentone che si ripete tra i vari post. Lo slogan elettorale “E Adesso” che viene riadattato in salse diverse. “Adesso. E poi?”, oppure “Se vinco io niente coalizioni“…peccato che il giovane rottamatore sia condidato a primarie di coalizione.

Se il Pdl non fosse imploso, la leadership di Bersani sarebbe tramontata già da tempo. Quando Matteo Renzi ha deciso di lanciare il suo attacco al Pd, lanciando l’offensiva della rottamazione e puntando su politiche tendenti allo sfondamento al centro (destra), la reazione della base democratica non è stata delle migliori. Oggi, il sindaco di Firenze concorre per la guida del partito e molti da quelle parti rimpiangono un Bersani con un piglio migliore del reale. La dura verità è che vincerebbero anche se candidassero un brocco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *