Porcellum eternum

By Redazione

novembre 11, 2012 politica

È un brutto gioco quello che i partiti, soprattutto quelli maggiori, stanno giocando sulla riforma della legge elettorale. Gli scontri in commissione tra commissari, i dibattiti tecnici tra tecnici, gli stop and go dettati dai leader di partito, le proposte astruse di ibridi di sistemi stranieri. Un gran can can che, con ogni probabilità, ci porterà di nuovo alle urne con il tanto vituperato Porcellum o con un Porcellettum appena-appena modificato. Nessuno sta lavorando alla riforma elettorale con sguardo da statista, proiettato cioè ai decenni a venire.

Qualsiasi riforma non potrà che essere una riformetta per salvare il salvabile nella tornata elettorale alle porte: troppo vicine le urne, troppo alta la posta in gioco. “Ogni giorno che passa – si sfoga il deputato Pd Roberto Giachetti, al centocinquesimo giorno di sciopero della fame – invece di dipanarsi la materia che riguarda l’esigenza di cambiare questa legge elettorale, si ingarbuglia: la china è abbastanza chiara cioè che si andrà a votare con l’attuale legge elettorale”. Che il confronto sulla legge elettorale sia ancora in alto mare è un dato di fatto. Domani riprendono i lavori in commissione al Senato, mentre proseguono i contatti tra gli sherpa dei partiti. Il delegato del Pd sulla riforma del sistema di voto, Maurizio Migliavacca, spegne gli ottimismi a proposito di un accordo a breve tra i Democratici e gli altri partiti della maggioranza montiana.

Migliavacca, confida a Velina Rossa che al momento non ci sono apprezzabili aperture rispetto alle richieste del Pd: un premio al primo partito del 10% e il 40% per accedere al premio del 55%. Poco importa che Pierferdinando Casini strepiti per il terrore che – se tutto rimane invariato – un partito del 25% possa prendere il 55% dei seggi, spazzando via i centristi in un’unica tornata elettorale. Perché alla fine dei giochi ai due partiti maggiori, vedere Casini ridotto ai minimi termini potrebbe non dispiacere affatto. Men che meno all’amico Pierluigi Bersani. D’altra parte per chi, nei due partiti maggiori, si sta impegnando nella corsa delle primarie, il sistema del Porcellum è parte della posta in gioco.

Chi vince – se la legge resta questa – avrà il grande privilegio non solo di fare le liste elettorali, ma di decidere con buon approssimazione nomi e cognomi dei prossimi deputati. Mettendo nell’angolo anche i nemici interni. Un privilegio che fa gola a qualsiasi leader politico e che garantirà, con buona propabilità, la sopravvivenza dell’attuale legge elettorale.

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