Medie sondaggi: boom del M5S

By Michele Di Lollo

ottobre 29, 2012 politica

Le variazioni più rilevanti interessano questa settimana il centrodestra e il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. All’indomani delle elezioni siciliane tornano le medie di Notapolitica.it – costruite sulla base delle rilevazione da parte dei maggiori istituti sondaggistici italiani – ed hanno al centro proprio il partito che si è distinto alle ultime regionali.

Rispetto al 23 ottobre, l’M5S passa dal 15,3% al 17,9. Un balzo di 2,6 punti che non può essere ignorato, così come i numeri elaborati dall’Emg per il Tg de La7 superiori a tutti gli altri e di poco oltre la media generale (18%). Il centrodestra si impegna a non passare inosservato, ci riesce, ma purtroppo quanto concluso negli ultimi sette giorni si intreccia intorno ad un perentorio trend decrescente (-1,3%). Fa segnare un modesto 26,3% a causa di una riduzione nei consensi di quasi tutte le forze politiche che lo compongono. Le dichiarazioni incrociate di Silvio Berlusconi non fanno bene al Pdl che dal 17,4% ripiega verso il 16,2 (-1,2%). Sul Popolo della Libertà balza agli occhi il dato Ipsos nettamente sopra la media (17%). La Lega Nord, per SpinCon.it al sette e mezzo per cento, suona lo stesso tipo di musica (5,6%) perdendo oltre mezzo punto percentuale. L’unico partito a crescere è La Destra di Storace che guadagna lo 0,4% e che raggiunge il 2,8% delle preferenze.

In calo anche il Terzo Polo. L’ipotetica coalizione di centro, passa dal 9,9 all’8,8%. Tutti gli schieramenti perdono qualcosa: Futuro e Libertà per l’Italia lascia per strada sei decimi in una settimana e si attesta al 2,4 per cento. Meno evidente ma pur sempre riscontrabile nei numeri, la flessione dell’Udc di Casini che perde appena un decimo, toccando il 5,9%. Male anche i partiti più piccoli dello spazio politico di riferimento: l’Mpa (0,3%) perde lo 0,2, mentre l’Api dimezza il suo valore: dallo 0,4% passa allo 0,2%.

A sinistra le cose non cambiano di molto, anche se le variazioni restano nell’ordine del punto percentuale. L’intero schieramento passa dal 43,7% al 43 (-0,7%). In questo caso il partito più rilevante della coalizione è quello che cresce in modo più deciso. Ecco un altro tratto distintivo che separa il Pd dal Pdl. Bersani e i suoi raggiungono quota 28,1% segnando un più 0,3%. Conquista un decimo la Federazione delle Sinistre (2,4%), mentre Italia dei Valori (4,9%) e Sel (5,1) tratteggiano segni negativi davanti alle loro percentuali. Entrambi, Di Pietro e Vendola, perdono lo 0,5%.

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