Il motore degli Esteri

By Michele Di Lollo

ottobre 24, 2012 politica

Dove non arriva la politica, potrebbe arrivare il cavallino. Al prossimo Gran Premio in India le nostre Ferrari correranno con lo stemma della marina italiana sul telaio in segno di rispetto, ma anche come monito per le autorità che si occupano del caso dei due marò della Folgore. Arrestati e detenuti ormai da otto mesi, i militari sono stati scaricati uno ad uno da tutte le istituzioni competenti italiane ed europee.

Il ministro Giulio Terzi tiene a precisare che l’impegno del nostro paese nel riportarli a casa è costante. Ad ogni livello, almeno a parole, sembra che l’interesse sia vivo. Ma i fatti scarseggiano. Da ultimo la decisione dell’Ue, giunta pochi giorni fa, di non intervenire direttamente nel caso giudiziario. L’alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton, afferma che la questione sia un affare interno di un paese sovrano e indipendente, dunque non resta che fermarsi e attendere cosa deciderà la Corte suprema indiana. Senza alcuna opportunità di azione attiva in loro difesa, senza possibilità di far valere una giurisdizione che dovrebbe spettare al paese di origine dei due soldati incriminati.

Il polacco Maciej Popowski, vicesegretario della Ashton, in una lettera esplicita questo pensiero sostenendo che “non sarebbe appropriato per l’Ue intervenire in una questione che riguarda la competenza di uno stato estero”. Meglio lasciarli soli, quindi. Il nostro governo cerca di difendere il difendibile spendendo continue parole a favore dei soldati ma non ottenendo nessun risultato evidente. Sabato qualcosa è cambiato. Su internet sono arrivate richieste da tutta Italia, affinché la Ferrari esponesse lo stemma della marina italiana in segno di protesta. Montezemolo e i suoi ricevono diverse decine di messaggi su Twitter e Facebook, poi sciolgono le riserve e danno l’annuncio: “La Ferrari vuole rendere omaggio a una delle migliori eccellenze del nostro paese auspicando anche che le autorità indiane e italiane trovino presto una soluzione per la vicenda che vede coinvolti i due militari della Marina italiana”.

Ecco quel segno che in molti aspettavano e che il governo non era riuscito a dare. Un’impresa privata, una delle società più prestigiose al mondo mette il suo nome e i suoi colori a servizio del paese. Immediatamente sono arrivate le dichiarazioni del nostro ministro degli Esteri che si è congratulato con la scuderia di Maranello. Dal suo profilo Twitter fa sapere che quanto deciso “testimonia il sostegno di tutto il paese ai nostri marò”. Già, il motore della Ferrari trainerà la nostra politica estera: peccato che Giulio Terzi non sia un grande pilota.

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