Sedicenni o bimbiminkia?

By Redazione

ottobre 21, 2012 politica

“Mia figlia ha 16 anni e sono dispiaciuto che alle primarie, solo a queste primarie, non possa votare. Non le spiegherò perché, sarei greve”. Le parole al vetriolo sono di Mario Adinolfi, renziano. Nel suo tweet c’è l’amarezza di una parte del Pd che storce la bocca davanti al regolamento delle prossime primarie, reo di escludere i sedicenni. Secondo le nuove regole, ai seggi democratici potranno recarsi solo i maggiorenni e non anche sedici e diciassettenni che nelle primarie del 2009 avevano “contribuito” a eleggere Pierluigi Bersani segretario del Pd.

La restrizione, degna del miglior intervento chirurgico, appare quantomeno sospetta nel momento in cui la corsa vede in gioco un Matteo Renzi che ha fatto incetta di consensi anche tra i giovani. Eppure nelle settimane scorse i vertici Pd hanno assicurato il loro impegno per primarie aperte e ricche di partecipazione, con fantomatici occhi di riguardo per i giovani.

Dichiarazioni che oggi confliggono col divieto di accesso ai minori di anni 18 e alcuni cavilli che complicano la vita ai votanti fuorisede, costretti a tornare nel comune di residenza per mettere una croce sul leader di riferimento. La regola antisedicenni non ha scontentato solo gli ultrà renziani. In disaccordo ci sono anche Pippo Civati e il segretario dei Giovani Democratici Fausto Raciti, mentre la giustificazione più simpatica al cavillo anti minorenni è giunta da Alessandra Moretti, portavoce di Bersani. «Si guarda alle base elettorale che andrà a votare alle politiche», peccato che alle primarie saranno ammessi gli immigrati, sprovvisti del diritto di voto alle elezioni.

Nei fatti la restrizione, insieme ai passaggi burocratici rinforzati e alla mancata registrazione online, rischia di blindare ancor di più la porta d’accesso alle primarie, scoraggiando l’affluenza di chi è fuori dal circuito di militanti e tesserati. Al contrario di tre anni fa, i sedicenni sono trattati alla stregua di bimbiminkia dediti al cazzeggio, che domenica 25 novembre potranno godersi la serie A o ascoltare un disco di Justin Bieber.

D’altronde non ci sono più i sedicenni di una volta, quelli che nel 2009 hanno votato Bersani. Ai sedicenni di oggi non interessa sapere che il Pd ce la sta mettendo tutta. Per far vincere Matteo Renzi, adesso.

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