Lazio: disastro evitabile?

By Redazione

ottobre 10, 2012 politica

Come si legge chiaramente nell’Art. 70 dello Statuto della Regione Lazio, il Comitato regionale di controllo contabile, presieduto da Carlo Umberto Ponzo (Pd) e composto da Roberto Buonasorte (La Destra), Giovanni Loreto Colagrossi (Idv), Pino Palmieri (Lista Polverini) e Francesco Pasquali (Fli), doveva controllare e verificare l’adeguatezza delle spese e chiedere i riscontri.

Alcuni esponenti del gruppo consiliare del Pdl laziale in queste ore stanno puntando il dito sull’organismo regionale che avrebbe dovuto vigilare sugli sprechi che avrebbero perpetrato alcuni membri del consiglio. Sottolineando come nell’organo non ci fosse nessun consigliere azzurro. Un’anomalia facilmente spiegabile. Pasquali nel 2010 venne eletto nelle liste dei berluscones, salvo poi seguire Gianfranco Fini allorché diede vita a Fli «Sarebbe stato sufficiente chiedere, anche alla luce degli eventi che hanno coinvolto Franco Fiorito, le pezze di appoggio (fatture, ecc…) di tutti i gruppi, per evitare documenti fasulli, come sembra essere quello di Vincenzo Maruccio nel consuntivo di bilancio del suo gruppo», osservano alcuni. Molte sono le pressioni affinché il presidente dell’organo avvii immediatamente tutte le procedure per verificare se ci sono state delle inadempienze da parte dell’organo.

Pronta la difesa dal gruppo consiliare del Partito democratico. Secondo alcuni membri del gruppo dirigente, il Comitato non ha nessun potere nel chiedere conto delle singole spese dei gruppi. «Ci dobbiamo attenere alla rendicontazione autocertificata che ci vengono sottoposte. Il 99% delle volte sono due paginette riassuntive, abbiamo le mani legate». Eppure il primo comma dell’articolo 70 sembrerebbe condurre in un’altra direzione: «Il Comitato regionale di controllo contabile, composto da un presidente e da quattro componenti, ha il compito di riferire al Consiglio regionale sulla gestione del patrimonio immobiliare della Regione, sul rispetto del bilancio regionale di previsione, sull’adeguatezza e completezza della documentazione contabile, sulla regolarità degli adempimenti fiscali, sul rendiconto generale regionale».

Venendo corroborato anche dal sesto, che recita: «Il Comitato regionale di controllo contabile può attivare forme di collaborazione con la sezione regionale di controllo della Corte dei conti nonché richiedere alla stessa pareri in materia di contabilità pubblica, in conformità a quanto previsto dalla normativa statale vigente».

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