L’iperattivismo di B XVI

By Redazione

ottobre 8, 2012 politica

Giorni frenetici oltretevere. Domenica scorsa il papa ha nominato ‘dottori della Chiesa’ due personaggi estremamente significativi del lungo millennio medievale: santa Ildegarda di Bingen e san Giovanni d’Avila. A poche ore dalla condanna dimezzata al corvo più famoso del regno, Paolo Gabriele, il pontefice non ha perso tempo.

Il giorno seguente, lunedì, ha inaugurato con una meditazione il sinodo, l’assemblea di vescovi e cardinali provenienti dai quattro angoli della terra, che quest’anno sarà interamente dedicato al tema della nuova evangelizzazione. Un problema che sta particolarmente a cuore al papa bavarese: dopo la creazione di un dicastero apposito, il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, il 17 ottobre 2011 è stato annunciato uno speciale ‘anno della fede’, che inizierà solennemente l’11 ottobre prossimo con una grandiosa celebrazione in piazza san Pietro.

Per la serata, l’Azione Cattolica italiana ha organizzato una fiaccolata, che partirà da Castel Sant’Angelo per arrivare sotto la finestra del papa. Benedetto XVI dovrebbe quindi affacciarsi e dire qualche parola in ricordo del 50° anniversario d’apertura del Concilio Vaticano II, sulla falsariga del celeberrimo ‘discorso alla luna’ del papa buono. Una macchina, quella dell’Anno della Fede, estremamente complessa. Non solo un semplice invito a pregare, pregare, pregare, ma un calendario ricco di iniziative e convegni sparsi un po’ dappertutto nell’orbe cristiano.

Spiccano una quantità innumerevole di concerti e incontri, che culmineranno nella Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro (23-28 luglio), per concludersi con l’atto finale, la messa di chiusura il 24 novembre 2013. Inagurato anche un sito internet ufficiale, con tanto di logo, inno e ‘kit annus fidei’, composto dall’immancabile mappa di Roma, un libro di preghiere, ma anche un braccialetto colorato e uno zainetto porta-tutto. Un anno denso di appuntamenti, dunque. A breve potrebbe inoltre arrivare la grazia al maggiordomo, l’ennesimo atto di carità del pontefice nei confronti dell’uomo che ha agito “per amore della Chiesa”.

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