Vintage

By Redazione

ottobre 2, 2012 politica

Vedi Gianfranco Fini a Ballarò, invecchiato, astioso, nervoso. Perdente. E di colpo ti ritorna una sensazione simile a quella del 1993, quando vedevi i politici della Prima Repubblica difendere in tv un sistema indifendibile o crollare seppelliti dalle inchieste, anche quando non li toccavano direttamente. Fini non ha chissà quale inchiesta pendente. Eppure la sensazione è la stessa: rappresenta un mondo finito. Semplicemente perché comunque si provi a rigirarla, d’impatto, ormai l’ex leader di An incarna il passato. Peggio: il fallimento di una mancata rivoluzione liberale e morale per il paese e della mancata costruzione di un centrodestra moderno in grado di affrontare le sfide dei prossimi decenni.

Gianfranco Fini (proprio come Pier Ferdinando Casini) è in parlamento ormai da 29 anni e 84 giorni. Ha debuttato nella prima repubblica e ha governato nella seconda. Non può essere un anno di astinenza dal governo (ma non dal potere) a fargli recuperare freschezza e verginità. Non bastano nemmeno gli ammiccamenti purificatori a sinistra. Forse era scontato, ma tramite Ballarò questa verità è apparsa plasticamente sullo schermo. Quando persino Crozza, crudelissimo, lo ha trattato da rottame inutile.

Non è un caso che questa mattina dai microfoni di Radio Anch’io, Luca Cordero di Montezemolo sia stato più duro del solito, non solo contro il sistema politico, ma contro la classe politica: “La Terza Repubblica – ha detto – non può avere come protagonisti chi ha portato l’Italia a questo livello. C’è bisogno di un forte rinnovamento della classe dirigente, mentre i politici di oggi sembrano scesi da Marte”. Una botta a Silvio Berlusconi e a Pierluigi Bersani, certo. Ma un bel calcio anche a Fini e Casini che la stampa accredita come interlocutori privilegiati del progetto Italia Futura. Quel che Montezemolo sembra aver chiaro è l’assoluta incompatibilità del proprio progetto con le facce proposte dal terzo polo di Fini e Casini. E attacca: “Si sente parlare solo di alleanze e di accordi, cose che sono al di fuori dei problemi del Paese. Così si dà la sensazione che si voglia cambiare tutto affinché non si cambi nulla”. Più chiaro di così, il presunto alleato non poteva essere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *