Il Pd tra il nuovo e il vecchio

By Redazione

settembre 20, 2012 politica

Chi è Laura Puppato? La domanda se la pongono tre quarti del Pd e la quasi totalità dell’elettorato. 55 anni, veneta, imprenditrice nel settore assicurativo finanziario. Di più: consigliere regionale del Veneto e, soprattutto di questi tempi, candidata alle primarie del Pd, del centrosinistra, fate voi. «La terza candidata certa», sostiene al videoforum su Repubblica Tv.

«Con Bersani e Renzi», aggiunge. «Non mi interessa se siano primarie di partito o di coalizione, né se e quali regole ci saranno: l’importante è ripartire dalla carta di intenti del partito». È donna forte questa Puppato, la giacca con le maniche tirate su e le mani tozze, l’accento veneto marcato e le frasi corte ma ragionate. Una necessità immediata, l’ambiente: «Lavoro e ambiente non vanno messi in contrapposizione. Anzi, l’ambiente è anche lavoro: è efficientamento energetico, è recupero delle materie prime e dei relativi territori. Bisogna tornare alla tutela del territorio: la qualità del paesaggio è un vantaggio per la qualità della vita e per il turismo. L’Italia è il giardino d’Europa: dobbiamo tornare a quel paesaggio di qualità, fatto anche di storia e cultura».

Lei con l’ambiente ci ha lavorato all’epoca in cui era sindaco di Montebelluna: «Nella lotta per l’inceneritore di Montebelluna ho combattuto per arrivare a grandi risultati sul riciclo, proprio per ridurre l’impatto dell’inceneritore stesso. Mediante questo meccanismo abbiamo creato lavoro facendo cultura e informazione sul riciclo e riducendo anche la bolletta energetica». E fin qui, rispetto a Bersani e Renzi, Puppato mette all’ordine del giorno delle tematiche che gli altri due contendenti non hanno mai toccato granché, tanto da essere elogiata anche da Grillo, in passato: «Non ne condivido la violenza verbale», afferma però la consigliera veneta.

Capitolo impresa: «Il paese deve fare impresa e la politica deve facilitare la vita a chi fa impresa. Non si può sempre sovvenzionare chi mette in campo il lavoro come se fosse una forma di prelievo allo stato. Marchionne sarà anche stato bravo in America, ma sempre con i soldi di Obama. Un’impresa deve essere capace di produrre in maniera autonoma, sennò c’è un’incapacità che è solo dannosa». Attacco diretto a Marchionne e al sistema di collettivizzazione della crisi e privatizzazione dei profitti. Capitolo lavoro: «Dobbiamo dare garanzie non al posto del lavoro, ma al lavoro» (Fornero è vicina). Sul tema Centrosinistra, Puppato salta a piedi pari: «Non intendo parlare delle alleanze: lo faremo nella vicinanza delle elezioni. Il Pd deve crescere per poter fare delle politiche di traino ed essere esso stesso un traino, deve aumentare la fiducia tra i cittadini. Recuperiamo la fiducia affermando i nostri temi, le nostre linee, non parlando di coalizioni.

Spieghiamo le priorità e mostriamo la nostra onestà, portiamo limpidezza nel sistema. Io non sto male né con Sel, né con Idv, né con Udc, ma oggi dobbiamo concentrarci solo su di noi». Laura Puppato, la chiarezza e la decisione ci sono. Le idee nuove però mancano. È il terzo incomodo al momento. Un terzo incomodo che, di certo, non pesterà i piedi a nessuno.

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