A destra voteranno Renzi?

By Redazione

settembre 12, 2012 politica

La legge elettorale non è problema di Matteo Renzi: tanto lui non è parlamentare e non deve preoccuparsi di beghe legislative a cura di quei vecchiacci che il Pupo vuole rottamare. La preoccupazione massima del sindaco fiorentino è quella di imporsi per diventare direttamente il nuovo capo del governo: vincere le primarie del centrosinistra.

Aperte o chiuse ad altri competitor esterni al partito del segretario Bersani, per Renzi non fa differenza. Tanto vince lui. O almeno al momento sembrerebbe il favorito. Gli ultimi sondaggi lo confermerebbero: Pagnoncelli a Ballarò gli dà addirittura dieci punti di vantaggio sull’attuale segretario democratico. Come è possibile? Beh, Renzi può vantarsi dell’appoggio di una bella fetta di elettorato di centrodestra. Non ci credete? Basta risalire ad un sondaggio un elaborato recentemente da Spincon: 40 intervistati su 100 dicono che potrebbero votare Renzi se fosse davvero lui uno dei candidati premier, dimostrandogli quindi una sostanziale fiducia. Ma il dato è ulteriormente raffinabile: il 37% dei voti a favore di Renzi proverrebbero da elettori di area centrodestra.

Una bella fetta quindi di fan del sindaco toscano potrebbe confluire senza troppi problemi da un’area politica che sarebbe opposizione rispetto al partito di provenienza del candidato. Renzi insomma pesca di qua e di là, parla ai cuori dei giovani di centrosinistra ma anche ad una buona fetta di elettorato al di là del fiume. Non che sia una novità: dal Pdl spesso sono arrivati apprezzamenti per il rottamatore. Gli ultimi in ordine di tempo a mostrare stima sono stati Monica Castro, capogruppo pidiellino a Calenzano, e Guido Crosetto, ex sottosegretario alla difesa dell’ultimo governo Berlusconi. Dice Crosetto: «Primo: sarà una banalità, ma Matteo Renzi è giovane.

Secondo: è simpatico. Terzo: non è mai chiuso e settario, non parla solo al popolo della sinistra. Quarto: non si esprime in politichese». Monica Castro invece preferisce sparigliare localmente, e non solo: «Dopo le mie dichiarazioni a sostegno del sindaco Renzi alle primarie, ho notato una forte preoccupazione tra i dirigenti del Pd. Nelle primarie del Pd non ci sono mai state regole, ora che il pericolo di “intrusi” si fa sempre più grande, vedo che i vertici stanno pensando a delle regole più precise». Castro coglie uno dei problemi che sta creando preoccupazioni a Sant’Andrea delle Fratte.

In effetti le primarie del centrosinistra sono sempre state aperte e subordinate al solo pagamento di un obolo simbolico. Proprio a Firenze Renzi riuscì a giocarsi bene la carta del voto in suo favore da parte di strati di elettorato moderato, cattolico e di centrodestra: in una città come il capoluogo toscano, il candidato della coalizione di centrosinistra ha buone possibilità di diventare subito sindaco, data la tradizione storicamente rossa di Firenze. E gli elettori del centrodestra hanno appoggiato Renzi, ottenendo così una dolce sconfitta, col candidato ritenuto più “vicino” o “meno peggio”. Pupo Renzi ci riprova, con lo stesso schema, a livello nazionale. E se il Pd non dovesse trovare qualche escamotage, allora il sabotaggio pro-Renzi sarebbe una solida realtà.

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