Ma lo sa perché è incavolato?

By Redazione

settembre 11, 2012 politica

Napolitano è davvero incavolato. Per via delle intercettazioni. E per le intercettazioni siamo incavolati in molti. Per tutte: comprese, naturalmente, per quelle che riguardano Napolitano. Solidarietà a Napolitano? Certo. Per le cose per le quali è incavolato, ma soprattutto per quelle per le quali dovrebbe esserlo. Perché, è questo che dà a tutta la vicenda l’immancabile carattere grottesco all’italiana.

C’è qualcosa di più di un ragionevole dubbio che Napolitano non sappia bene, avendone ragioni a bizzeffe, per che cosa è veramente incavolato e per che cosa dovrebbe esserlo. Il dubbio infatti è divenuto certezza, quando l’ira presidenziale è esplosa per la pubblicazione (in realtà solo assai parziale) delle registrazioni delle telefonate. Il Quirinale, cioè Napolitano, ha smentito con furore il contenuto delle telefonate pubblicate da “Panorama” e subito è scattata, naturalmente, la tesi del “complotto di destra”. La smentita delle telefonate ha un che di patetico. Mentre tutti se ne fottono della riservatezza della prima carica dello Stato, Napolitano fa un estremo, buffo tentativo di riaffermarla.

Almeno negando, contro ogni probabilità, l’autenticità di quel che i guardoni sono andati a scrutare (ed a spiattellare). Ma che Napolitano abbia parlato male di Berlusconi o di Ingroia (cosa che tutti danno per scontato) credo dovrebbe importare assai poco a tutti gli Italiani ed allo stesso Presidente, prima di tutti. L’enormità è un’altra cosa… Consiste nel fatto in sé delle intercettazioni. E nemmeno nelle intercettazioni delle sole telefonate del Presidente.

Paradossalmente, se l’atto di ribalderia è effettivamente consistente (ed evidente) nell’aver spiato il Capo dello Stato come un delinquente o un sospettato di essere tale, lo scandalo, il vulnus alla civiltà giuridica ed all’etica dello Stato democratico è invece l’aver spiato, aver origliato le conversazioni del cittadino Napolitano come è d’uso, del resto, per i cittadini per bene, per “controllare” se, in ipotesi, siano invece per male. E’ l’aver consumato anche contro il Presidente la sopraffazione impunemente e disinvoltamente venuta in uso nei confronti di tutti i cittadini, di galantuomini e no, tanto per controllare se, per caso, non siano da perseguitare come malfattori.

Napolitano avrebbe compiuto un gesto degno di un grande statista ed, al contempo, di un grande Leader politico, se avesse denunciato il fatto che, senza che neppure si fosse ipotizzata una precisa accusa di un qualche reato e che ne fosse fatto carico ad almeno uno dei conversatori, un Ingroia qualsiasi si fosse permesso di andare ad origliare. Napolitano avrebbe dovuto dire agli Italiani: Ecco, anche il vostro Presidente è oggetto di questa incivile sopraffazione, è, come voi, vittima di una sopraffazione degna di uno Stato totalitario, magari da operetta, ammesso che vi siano Stati totalitari da operetta.

Pare, invece, che per Napolitano lo scandalo sia rappresentato dal fatto che le intercettazioni (senza previa contestazione di uno specifico delitto e senza che gli intercettati ne siano accusati) abbia investito anche la sua persona, che è al di sopra di ogni sospetto etc. ect. e che i giornalisti abbiano pubblicato quello che dei magistrati, che anche per altro verso si sa che si considerano al di sopra dello Stato, hanno origliato, registrato, spiattellato a “qualcuno”. Napolitano, dunque, sa per quale motivo è realmente giustificato se è molto incavolato? Certo è che le modulazioni dell’incavolamento di Napolitano rischiano di concorrere a mimetizzare ulteriormente la natura vera e l’oggetto specifico dello scandalo. Che è lo scandalo del potere dei magistrati italiani di intercettare le conversazioni di tutti i cittadini “alla ricerca di eventuali notizie di reato”. Di cittadini per bene oltre che di quelli che lo sono un po’ meno, prescindendo da ogni prova di un loro coinvolgimento in qualche reato. Eventualmente anche di cittadini presidenti.

Questo è lo scandalo. Che volete di più? Di più c’è solo, forse, che, per liberarsi di uno che si mette ad intercettare anche il Presidente della Repubblica, bisogna mandarlo in Guatemala. Con gli onori e gli emolumenti del caso. Presidente Napolitano, veda di incavolarsi a ragion veduta e per gli scandali veri, per le vere sopraffazioni. Vorremmo davvero essere tutti con Lei. Solleciterà qualche provvedimento? Già: l’aggiunta di qualche aggettivo, di qualche avverbio alle leggi vigenti. Perché i magistrati, per i quali la legge “è cosa loro”, se ne fottono per via interpretativa della legge, con o senza l’avverbio e l’aggettivo. Con il plauso dei loro colleghi per i quali, giustamente “parlare di abuso” è “improprio”. Infatti è la normalità.

Giustizia Giusta

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