Giovani, laureati e in crisi

By Redazione

settembre 11, 2012 politica

Chi ha una laurea sopravvive più facilmente alla crisi. Lo dice l’ultimo studio del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Ma non tutte le lauree garantiscono un posto di lavoro: a farcela, infatti, sono soprattutto economisti, ingegneri, medici e paramedici. E tante altre figure professionali qualificate come ragionieri, meccanici e specializzati nell’indirizzo turistico-alberghiero riescono comunque a cavarsela meglio di chi magari è riuscito a conquistarsi il proprio “pezzo di carta”, ma non quello che piace al mercato.

Secondo Unioncamere, la crisi economica ha ingenerato un inasprimento della competizione, al quale le imprese rispondono con un parallelo incremento della qualità dei prodotti e servizi da immettere sul mercato. Di conseguenza, aumenta il peso dei laureati sul totale delle assunzioni programmate: il 14,5% quest’anno, 2 punti percentuali in più rispetto al 2011. Ciononostante, precisa lo studio, la sensibile riduzione delle assunzioni complessive non stagionali previste dalle imprese dell’industria e dei servizi non risparmierà nemmeno i “dottori”, che, alla fine, potrebbero essere 15mila in meno di quelli preventivati lo scorso anno.

«Pur in un momento difficile come quello che stiamo vivendo – dichiara il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – tante imprese mostrano di voler continuare a puntare sulla qualità. Senza l’apporto di risorse umane competenti, infatti, è difficile innovare, accrescere la produttività, essere competitivi». I numeri parlano chiaro. Le 407mila assunzioni a carattere non stagionale programmate dalle imprese interesseranno quasi 59mila laureati (il 14,5% del totale), 166mila diplomati (il 40,9%), 50mila qualifiche professionali (il 12,3%) e circa 132mila persone prive di un titolo di studio specifico (il 32,3%).

Rispetto allo scorso anno, l’incremento della quota di laureati ricercati di 2 punti percentuali andrà a discapito soprattutto delle qualifiche professionali (in diminuzione di 1,2 punti) e delle persone prive di formazione specifica (in diminuzione relativa di 7 decimi di punto). Prossima al risultato dello scorso anno, invece, la quota di diplomati richiesti (che nel 2011 era pari al 41%). Ma le opportunità non sono per tutti. Il primo posto della classifica delle assunzioni non stagionali di personale con titolo universitario previste dalle imprese resta saldamente in mano ai laureati in economia. Per loro le imprese hanno pronti oltre 17mila posti di lavoro.

In seconda posizione si collocano i laureati in Ingegneria elettronica e dell’informazione (7mila i posti di lavoro previsti). La domanda di ingegneri, nel complesso, supera comunque le 15mila unità. In terza posizione si incontrano poi i laureati con indirizzo sanitario e paramedico (con 5mila assunzioni non stagionali previste) e, a brevissima distanza, quelli con indirizzo Insegnamento e formazione, in aumento anche in termini assoluti rispetto alle previsioni dello scorso anno. Anche per quanto riguarda i diplomati, rileva lo studio di Unioncamere e Ministero del Lavoro, la classifica 2012 vede la conferma sul podio degli indirizzi amministrativo-commerciale (con quasi 40mila posti di lavoro messi a disposizione dalle imprese), di quello meccanico (più di 15mila) e di quello turistico-alberghiero (oltre 9mila).

Rispetto allo scorso anno, in salita è invece l’indirizzo socio-sanitario (con quasi 7mila assunzioni previste, mille in più del 2011), che “scalza” l’informatico (4.600 assunzioni previste) e l’elettrotecnico (oltre 4mila). E gli altri? Con oltre 10mila assunzioni, l’indirizzo turistico-alberghiero conquista quest’anno la prima posizione delle qualifiche professionali richieste, risalendo rispetto al 2011 di quattro posizioni della classifica a discapito dell’indirizzo socio-sanitario (richiesto per circa 8.500 posti di lavoro), di quello meccanico (7.600 le opportunità) e di quello edile (5.500 le assunzioni previste).

Minori, rispetto a laureati e diplomati, le opportunità offerte ai giovani in uscita dal sistema formativo (rappresentano il 36,2% delle 50mila assunzioni previste per questo titolo di studio), ad eccezione dell’indirizzo socio-sanitario per il quale le imprese sono disponibili ad assumere, nel 63,9% dei casi, giovani privi di esperienza.

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