Quanto costa l’Imu?

By Redazione

settembre 10, 2012 politica

Entro il prossimo 17 settembre circa 877.000 proprietari di prima casa saranno chiamati a pagare la seconda rata dell’Imu, l’Imposta municipale unica reintrodotta dal governo Monti in sostituzione della vecchia Ici. A quanto ammonta la seconda rata? E quanto dovrà scucire in totale il contribuente?

È il calcolo che ha provato a fare la Cgia di Mestre, analizzando provincia per provincia l’impatto di una cartella esattoriale standard calcolata su un’abitazione di tipo civile (A2), alla quale è stata applicata l’aliquota del 4% e la detrazione di 200 euro alla rendita catastale media (sia del comune capoluogo che dei restanti comuni della relativa provincia). Nel calcolo non è stata considerata invece l’ulteriore detrazione di 50 euro per ogni eventuale figlio di età inferiore ai 26 anni convivente con il contribuente.

Innanzitutto una premessa: su circa 16 milioni di contribuenti che, quasi due mesi fa, hanno versato l’imposta municipale sull’abitazione principale, solo il 5,5% ha deciso di dilazionare in tre tranches il versamento dell’imposta: prima rata a giugno, ulteriore acconto a settembre, saldo a dicembre. Per i proprietari delle abitazioni ubicate nei comuni capoluogo di provincia che hanno deciso per questa opzione, l’importo medio da versare all’Erario entro il prossimo 17 settembre sarà pari a 131 euro. Bologna (293 euro), Milano (269 euro), Genova (227 euro), Torino (224 euro), Roma (199 euro) e Bari (196 euro) saranno i comuni dove i proprietari di prima casa verseranno gli importi più elevati.

I comuni capoluogo dove la seconda rata sarà più bassa sono invece Messina (17 euro), Asti (20 euro), Latina (28 euro), Crotone e Catanzaro (34 euro). Ma l’analisi della Cgia Mestre ha messo in luce anche un altro aspetto curioso: a causa del forte divario tra le rendite catastali, nei comuni capoluogo la seconda rata dell’Imu costerà mediamente il 62% in più rispetto alla media versata dai proprietari di prima casa ubicata nei comuni della stessa provincia. I differenziali di imposta più elevati si segnalano a Venezia e a Cagliari (entrambi con il +82%), Torino (+75%), subito dopo a Napoli (+ 69%), a Roma (+66%) e a Milano (+62%). Sul totale dei comuni capoluogo di provincia, solo a Macerata (-7%), Lucca (-19%), Latina (-44%) e Belluno (-52%) la situazione si capovolge: in provincia si paga mediamente di più che nel capoluogo.

L’Imu annua meno cara in assoluto? Si paga nei comuni della provincia di Messina dove, per un caso standard come quello preso in esame, la cartella esattoriale ammonta complessivamente ad appena 3 euro, ovvero il 94% in meno di quanto si paga nel capoluogo. La più cara? Quella del comune di Bologna, con ben 879 euro.

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