I democratici sono pro-scienza?

By Redazione

settembre 10, 2012 Esteri

Ormai da diversi anni si racconta la favoletta secondo la quale i Repubblicani sarebbero anti-scienza. Recentemente, grazie ai commenti ignoranti del deputato Todd Akin a proposito dello stupro, i Democratici hanno colto l’occasione per ricordarci che sono loro i veri campioni della scienza in America. Ma è davvero così? No. Come abbiamo ampiamente descritto nel nostro nuovo libro, “Science Left Behind”, i Democratici sono pronti a gettare la scienza alle ortiche per una quantità di fissazioni ideologiche- compreso tutto ciò che va dalle modificazioni genetiche ai vaccini.

Prendiamo ad esempio la Proposition 37, in California, la quale esige che qualsiasi cibo geneticamente modificato sia indicato con un’etichetta. La American Medical Association si oppone perché “non c’è alcuna motivazione di tipo scientifico che giustifichi un’etichettatura diversa per i cibi biogenetici”. Tutte le più importanti agenzie scientifiche e gli enti regolatori – nonché la prestigiosa National Academy of Sciences, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente), la FDA (il Ministero della Salute) e l’USDA (il Ministero dell’Agricoltura) – riconoscono l’importanza della modificazione genetica. Eppure, il Partito Democratico in California ha ufficialmente appoggiato la Proposition 37 – in diretta opposizione con le raccomandazioni dei medici più stimati d’America e in aperta contraddizione con l’opinione della comunità scientifica.

Questo ha per caso fatto notizia? No. Scavando ancora più a fondo nella questione, si scopre che i Democratici californiani si sono de facto alleati con i peggiori ciarlatani anti-scienza d’America. Tra i più accaniti sostenitori della Proposition 37, ci sono i propagandisti della medicina alternativa, i gruppi avversi alla somministrazione di vaccini e persino un individuo stravagante che sostiene che i cibi geneticamente modificati causino l’autismo. Questa mentalità anti-scienza non è una novità. Il Partito Democratico ha a lungo sostenuto personaggi di spicco che pensavano che i vaccini causassero l’autismo, due dei quali si distinguono in modo particolare.

Il primo personaggio è Robert F. Kennedy, Jr., che nel 2005 pubblicò un autorevole articolo sul Rolling Stone e sul sito web progressista Salon, collegando direttamente i vaccini all’autismo. Era talmente inesatto che entrambe le pubblicazioni lo ritirarono alcuni anni più tardi. Ma il danno ormai era fatto. A causa della cattiva informazione diffusa a ventaglio da una celebrità come lui, al giorno d’oggi milioni di americani credono erroneamente che i vaccini causino l’autismo. Il secondo personaggio è il Presidente Barack Obama. Durante la campagna del 2008 Obama disse, “Abbiamo assistito ad un’incredibile impennata di autismo.

Alcune persone sospettano che questo sia da collegare ai vaccini. Compreso io. La scienza fino ad ora non ha dato prove certe, ma la ricerca deve andare avanti”. Sbagliato. La scienza ha dato una prova certa nel 2002, se non prima. In verità, la comunità biomedica non ha mai accettato questo collegamento, sebbene la credenza fosse largamente accettata dall’opinione pubblica. Obama era gravemente disinformato riguardo le basi della scienza medica, oppure giocava la partitella della politica con le paure della gente. Una volta in carica, le sue conoscenze sul tema non sono migliorate.

Nel 2009, sotto l’egida della sua amministrazione neo-eletta, la FDA ordinò una variazione di dosaggio nei vaccini anti influenza, da multidose a monodose, perché contenevano meno thimerosal, il conservante che gli attivisti contrari ai vaccini ritenevano erroneamente essere causa di autismo. Secondo Scott Gottlieb, un ex commissario delegato della FDA, questo cambiamento dell’ultima ora fu in parte responsabile della carenza di vaccini che si riscontrò più tardi quell’anno. Stranamente, queste decisioni anti-scienza presa da illustri Democratici non furono quasi per niente prese in considerazione dai media.

Eppure, ogni volta che un Repubblicano fa un commento ignorante o non scientifico, o nega l’evoluzione o il riscaldamento globale, va in prima pagina, spesso per giorni e giorni. Allo stesso tempo, i giornalisti Democratici, come ad esempio Chris Matthews, hanno l’audacia di analizzare minuziosamente il perché i Repubblicani siano anti-scienza, ignorando bellamente le varie bravate anti-scienza all’interno del loro stesso partito. Forse questa volta Mr. Matthews saprà guardare la realtà con i propri occhi e non con quelli del partito.

Chiediamo che i media pongano fine a questo squilibrio nella divulgazione scientifica. Alla fine, se i Democratici sono considerati il partito pro-scienza è a causa dei media, i quali, chissà per quale motivo, hanno deciso di dar loro un pass d’ingresso gratuito per qualsiasi discussione che riguardi la scienza. È ora di revocare quel pass.

* L’articolo originale è stato pubblicato su Real Clear Politics

Alex B. Berezow è redattore di RealClearScience. Hank Campbell è fondatore di Science 2.0. Sono autori del nuovo libro Science Left Behind.

Traduzione a cura di Irene Selbmann

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