Se questo è un test

By Redazione

settembre 6, 2012 Cultura

Dopo due ore, gli oltre 9mila aspiranti medici, negli atenei della capitale, sono usciti dalle aule stanchi, confusi e nervosi, comunque, sperando di aver dato sufficienti risposte corrette ai test d’ammissioni alla facoltà di Medicina. C’è chi perplesso si confronta con gli altri candidati e chi, mogio mogio, preferisce tornare a casa. Ma ecco qualche domanda dal relativo giudizio per chi l’ha posta e perplessità per chi è stato ‘costretto’ a rispondere. “Quando è stato costruito il muro di Berlino?”, “Ordinare dal più antico ai più recenti i primi Nobel italiani”, da Fo a Pirandello, “Quali sono le vaccinazioni non più obbligatorie?”. Questa andrebbe anche bene, ma se pensiamo alla prossima a chiunque verrebbe il dubbio dell’efficienza meritoria di colui che ha impostato e imposta i test: “Se si tirano i dadi cinque volte, quante probabilità che escano numeri pari?”.

Continuando ancora nell’assurdità delle domande su cui non si può sorridere pensando che chi deve rispondere mira ad un lavoro che ha lo scopo di aiutare il prossimo, eccone una: “Quale tra questi stati era indipendente negli anni Ottanta?”. C’era anche un quesito sul calcolo dell’Imu, la nuova tassa sugli immobili ed è stato anche chiesto il contrario di etereo, il sinonimo di fallace o il calcolo dell’anno di nascita di due persone nate entrambe di martedì, ma una l’8 febbraio e l’altra l’8 marzo. Mani nei capelli e attacchi di panico che hanno fatto perdere a tanti candidati minuti preziosi per rispondere ad altri quesiti rilevanti in medicina tipo il ciclo di Krebs, il corpo di Barr, il sistema linfatico, la celiachia. Ma c’è chi dice no….come Vasco Rossi e sono andati via.

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