Bill Clinton parla ancora

By Redazione

settembre 6, 2012 Esteri

Pubblichiamo l’articolo di Jim Geraghty, uscito sul National Review, in cui si racconta cosa è accaduto mercoledì alla Convention Democratica di Charlotte (North Carolina), che ha visto Bill Clinton grande mattatore.

Bill Clinton ha salvato i Repubblicani con l’autoindulgenza. Perché ieri notte, per circa dieci o quindici minuti, il caro vecchio trucco ha funzionato. Clinton è il miglior speaker tra i Democratici – molto meglio di Obama. Basta un assaggio dell’emotività di Clinton dimostra quanto poco valga il discorsetto di Obama in stile “in questo momento, facciamo la storia”. Perciò hanno dato a Clinton il compito più difficile: convincere il pubblico che la cosiddetta ‘ripresa’ è la migliore che si poteva sperare di avere, che nessuna critica che i Repubblicani muovono a Obama è legittima, e che c’è davvero motivo di credere che i prossimi quattro anni saranno migliori dei quattro appena trascorsi.

Clinton ha questo dono di far sembrare ragionevole anche l’irragionevole, e di far sembrare irragionevole il ragionevole, ed ha funzionato per i primi…dieci o quindici minuti circa. Ma da qualche parte tra il “partenariato, non partigianeria” – un sentimento totalmente agli antipodi con qualsiasi altro discorso a questa convention, e circa il 99% dei messaggi della campagna di Obama e dei PAC (Political Action Committees) suoi alleati – il discorso è andato troppo oltre. E poi è andato avanti. E avanti. E avanti. Più del tanto sbeffeggiato discorso di presentazione di Clinton del 1988.

I notiziari della sera hanno tardato non poco. I commenti su Twitter diventavano meno adoranti e festosi e ci si chiedeva quando Clinton avrebbe chiuso il becco. E il discorso di Clinton continuava. Man mano diventava chiaro che Clinton vive per questo – quanto gli manca quell’emozione, quall’attenzione, il potere… la Presidenza è come una droga, e sebbene io sia certo che la vita da ex presidente abbia le sue soddisfazioni – anche se adesso è un vegano – non c’è niente come avere un’arena piena di fan in adorazione, che pendono dalle tue labbra, pronti ad applaudire e a far festa ad ogni cosa che dici. Il limite di due mandati è l’unica cosa che gli ha impedito di candidarsi di nuovo. E il discorso continuava. L’uomo che accusato di spergiuro ha accusato i Repubblicani di mentire. E il discorso continuava.

L’uomo che ha messo in imbarazzo i suoi sostenitori più leali e suoi seguaci e lo staff, con un comportamento sconsiderato, in seguito al quale ha dato spiegazioni non plausibili e scuse ancora meno è plausibili, che una volta suggerì che la retorica politica dei suoi nemici aveva ispirato Timothy McVeigh, ha insistito che la politica “può essere un impegno onorevole per portare avanti l’interesse comune”. E il discorso continuava. In qualche modo ha senso che gli ultimi spettatori rimasti a guardarlo, stavano a letto. Alla fine tutti si sono scordati che Bill Clinton aveva iniziato il suo tributo al Presidente Obama facendogli i complimenti per la scelta della donna che ha preso in moglie. Mi chiedo come il segretario di stato abbia interpretato questa affermazione.

2. Lo spettacolo di apertura
Alle otto di sera tutto è iniziato con Cecile Richards, presidente del Planned Parenthood Action Fund. Quanto spesso accade che il capo di un PAC parli ad una convention di partito? Suppongo che molti candidati ed ex candidati abbiamo i PAC, ma Richards è lì ed è … solo il capo di una potente organizzazione di raccolta fondi e di propaganda politica. Non dico che è uno scandalo, ma è un po’ strano. Tabitha Hale ha twittato: “Ha detto, ‘quando una donna non siede al tavolo, è nel menu.’ Mitt Romney TI MANGERA'” Ah, è la figlia dell’ex governatore del Texas, Ann Richards. Beh, questo spiega un po’ di cose. Più tardi, ha parlato il presidente della United Auto Workers. Ma i Repubblicani fanno parlare i capi dei loro gruppo di interesse? Qual è l’equivalente della UAW per i Repubblicani? Imprenditori della difesa? L’industria energetica? Katherine Miller del Washington Free Beacon’s commenta: “Cecile Richards sembra una appena tornata da un casting per la parte di potente avvocato in una commedia romantica del 1997”.

Ho sentito buone cose sul governatore del Colorado, John Hickenlooper, ma non ho visto molto nel suo discorso che indicasse che è una stella nascente con carisma a palate. Però mi è piaciuto molto il riferimento al fatto che la piccola produzione di birra nel suo stato è cresciuta del 30%. Il governatore Jack Markell del Delaware è stato blandamente interessante, perché ha avuto il compito di sottolineare che I Democratici non odiano il business. Ha parlato brevemente della sua esperienza nel business e ha detto che aveva un MBA – il che ha dato impulso per un flebilissimo applauso.

21:02: Sento che i comandanti dei vigili del fuoco non permettono più alla gente di entrare nell’edificio. Dana Milbank del Washington Post fa sapere che “centinaia di delegate e giornalisti sono chiusi fuori dall’arena. Jake Tapper di ABC News fa sapere che la folla sta diventando nervosa. 21:45: Forse Sandra Fluke salt salt ail turno? Avrebbe dovuto parlare già da un po’. Il suo ritiro all’ultimo momento sarebbe…inconcepibile. Abbiamo avuto invece un lungo, lungo, lungo intervento del presidente della UAW e poi un trio di lavoratori che danno a Bain Capital la colpa del fatto che hanno perso il lavoro. Suppongo che dovremmo essere grati che non si siano lanciati in un discorso in stile “Mitt Romney ha ucciso mia moglie”, tipo Joe Soptic.

22:00: Ah ecco, si sono tenuti Sandra Fluke per il prime time. I Democratici hanno piazzato una scommessa sul fatto che la sua richiesta che il suo controllo delle nascite venga finanziato dal suo istituto cattolico per l’istruzione superiore sia vincente, e che catturi più attenzione possibile…sebbene forse sia un argomento discutibile, dal momento che è stato ignorato dai corrispondenti delle tv non via cavo. Suppongo che se sei un Democratico e stai per ascoltare il discorso di Sandra Fluke alla tua convention, quello era il discorso che volevi sentire. Il problema è che l’intero concetto della Fluke che parla sembra essere viziato alla base.

Ha 30 anni ed è una studentessa. Basa tutta la sua argomentazione sul fatto che la sua università (cattolica) paghi per qualcosa per la quale tanta gente paga per conto suo. Rush Limbaugh che la insulta definendola prostitute non è una cosa carina, ma Fluke si comporta come se aver ricevuto quell’insulto fosse una sorta di caso di interesse nazionale, in una cultura nella quale le persone si mandano minacce di morte a causa di una recensione sbagliata al proprio film. Tutto il suo intervento è da vittima.

22.15: Elizabeth Warren fa ingresso sul palco. Salgono anche gli applausi, è il prime time. “La nostra classe media è stata frantumata, strizzata e schiacciata. Parlate con i muratori di Malden, Massachusetts, che ho incontrato io, che sono stati nove mesi senza trovare un lavoro. Parlate con il capo di un’industria manifatturiera a Franklin che cerca di proteggere i posti di lavoro ma è preoccupato dall’aumento dei costi. Parlate con uno studente di Worcester che ha lavorato sodo per finire l’università e adesso è sommerso dai debiti.” Ancora quattro anni! “Lui e Paul Ryan polverizzerebbero la riforma finanziaria, metterebbero un sistema di voucher al Medicare e annullerebbero l’Obamacare!”.

Alcuni delegati applaudono a questa affermazione; senza dubbio applaudono a quello che pensano essere una buona linea di attacco, ma sembra che stiano applaudendo all’annullamento di quella legge impopolare. Suppongo che Warren ha fatto del bene a se stessa, ma la sua argomentazione, e quella di tutti gli speaker Democratici, ha bisogno di un colpo di reni: devono sottolineare la loro empatia con chi lotta per trovare un lavoro, a tempo pieno, o un lavoro migliore, in modo da mettere all’angolo l’accusa di essere troppo distaccati dalla situazione economica. E poi devono offrire qualche variazione sul tema del “non ve la siete mai passata così bene. Ancora quattro anni!” […]

3. Un partito è dalla parte di Dio e di Gerusalemme…l’altro, non tanto
Quindi, se i Repubblicani volessero che il secondo giorno della convention democratica andasse malissimo per il partito del presidente, cosa desidererebbero? Che ne dite di una piattaforma di partito che mette da parte quello che è stato un linguaggio piuttosto standard riguardo a Dio e l’impegno che Gerusalemme sia la capitale di Israele? Che ne dite di un sforzo dell’ultimo minuto per correggere i danni dei cambiamenti di quella piattaforma, e poi qualche vistosa protesta da parte si alcuni delegati, che si esprimono contro quel tentativo di controllare il danno. Che ne dite se i delegati della Convention Nazionale dei Democratici boicottassero ad alta voce Dio e Gerusalemme? (Qualcuno nello spazio riseervato a Fox News, Karl Rove, si è alzato giusto per assaporare a fondo il momento).

Che ne dite se la campagna di Obama facesse un ennesimo tentativo di salvare le apparenze dicendo ad Associated Press che il presidente è “intervenuto personalmente” per ripristinare il vecchio linguaggio, mentre due membri del comitato che si occupa dei contenuti della piattaforma hanno detto al magazine Foreign Policy che quelle posizioni rappresentavano il tentativo di riflettere l’attuale politica dell’amministrazione Obama? E domani sono in programma: boicottaggio della maternità, della bandiera, della torta di mele e del baseball. Dylan Byers di Politico: I capi del Comitato Democratico Nazionale, Debbie Wasserman Schultz e Patrick Gaspard hanno annullato le interviste con i media locali stasera, nel mezzo della controversia nata intorno alla decisione del partito di reintrodurre “Dio” e “Gerusalemme” nella piattaforma.

Blair Miller di WSOC-TV, affiliata alla ABC di Charlotte, ha twittato che Wasserman Schultz ha annullato la sua intervista con lui senza spiegazione. “Dopo la mia intervista a Romney, oggi avevamo in programma un’intervista live con Debbie Wasserman Schultz”, ha scritto. “Ad ogni modo, non si è presentata. Il suo staff non rispondeva alle telefonate”. Wasserman Schultz è andata alla CNN stasera e ha negate le notizie di dissapori con la Casa Bianca sulla decisione del partito di includere i termini in questione, affermando che il partito si era espresso con i “due terzi dei consensi” sulla questione. Dopo l’intrervista, la CNN ha ospitato Anderson Cooper, che ha riferito che la versione della Wasserman Schultz era una “versione alternativa della verità”.

“Ad essere sinceri,” – ha detto – “senza mezzi termini, non c’è stato alcun dissapore, semplicemente non è vero”. Ad ogni modo, il pasticcio su ‘Gerusalemme è la capitale di Israele’ è stato preso troppo sul serio, perché questa è una delle promesse che non devi mai davvero mantenere, almeno a quanto suggerisce la storia recente. Nel 1992, Bill Clinton attaccò George H. W. Bush perchè troppo morbido nel suo sostegno a Israele, promettendo di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti – attualmente a Tel Aviv – a Gerusalemme (se ricordo bene, abbiamo un consolato a Gerusalemme). Poi, una volta in carica, Clinton e il suo team diedero un’occhiata a ciò che sarebbero state le conseguenze di quella mossa – un’altra prevedibile ondata di indignazione e proteste nel mondo arabo, una bella grana per lo staff dell’ambasciata, e via dicendo.

Così Clinton mise in piedi una squadra per studiare l’argomento…che lo ha studiato…e studiato..e studiato…e alla fine ha temporeggiato per otto anni. nel 2000, George W. Bush ha giocato esattamente la stessa carta contro i Democratici, ha fatto esattamente la stessa promessa ai gruppi che si occupavano delle relazioni tra USA e Israele…e poi è finito nello stesso vicolo cieco di revisioni, discussioni, analisi e ancora revisioni, discussioni e analisi. Sono sicuro che qualcuno a Foggy Bottom sostiene ancora questa idea, e nessuno vuole essere quello che prende la decisione, non voglia Dio, Hamas o Hezbollah o qualche altro gruppo che qualcuno piazzo un’autobomba fuori dalla nuova ambasciata appena aperta.

Sicuramente ogni diplomatico statunitense all’estero è un potenziale bersaglio per i terroristi, ma una nuova ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme salirebbe immediatamente in cima alla lista dei bersagli. Nel 2008 Barack Obama e la sua campagna hanno rotto con la tradizione; non promise di spostare l’ambasciata USA a Gerusalemme. Si potrebbe dire che è stata una cosa onesta, una riluttanza a fare una promessa che chiaramente non aveva intenzione di mantenere…o forse si potrebbe dire che è stato un insulto inaudito a Israele – non era neanche disponibile a fare le stesse promesse del suo predecessore. (Il mondo alla rovescia della politica: Obama non rispettava i suoi amici israeliani al punto di non preoccuparsi neanche di mentire!) Per quanto riguarda Dio, aspettiamoci che praticamente ogni Dmocratico invochi la religione da adesso in avanti. Ieri sera c’è stata una del “Nuns on the Bus”. Elizabeth Warren ha detto “sono cresciuta nella Chiesa Metodista e ho frequentato la scuola domenicale”, e ha citato le Sacre Scritture. (Non ha fatto riferimento alcuno alle sue presunte origini di Native American).

Traduzione a cura di Irene Selbmann 

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