Le sedie vuote di Clint

By Michele Di Lollo

settembre 4, 2012 Esteri

Quella sedia è libera? Attenda prego. Le parole del vecchio conservatore irritano da morire. Danno fastidio. È un attore, un figlio di Hollywood, ma non la pensa come gli altri. È un grand’uomo, per loro sfortuna, e le sue parole costano voti. I benpensanti vicini alla cultura liberal attaccano Clint Eastwood e il suo show alla Convention Repubblicana di Tampa, senza esclusione di colpi.

Il campo di battaglia è internet e per l’amministrazione Obama si tratta di un’orrenda seccatura. Nei corridoi della Casa Bianca sanno che quanto sta accadendo potrebbe fare parecchi danni. Primo sintomo: frustrazione. Parte un tormentone sui social network che si chiama Eastwooding. Una parodia della parodia. Gente comune che fa il verso all’attore. Elizabeth Alvarez è una delle prime a mettersi in rete, mentre svergogna una poltrona fuori dal terminal di Staten Island a New York. Si rivolge a Clint e allega un video. Il tutto viene sponsorizzato dal quotidiano NYDailyNews, che canalizza il risentimento di chi, solo pochi mesi fa, osannava l’attore uscito in video nell’half time del superbowl davanti a milioni di persone. Il suo discorso sui valori americani e sul tempo della crisi fu scambiato per un endorsement a Obama. Si sbagliavano e la reazione è delle più banali. Gli danno del rimbambito, dello squilibrato, c’è chi da del ladro a Romney e qualche pacifista rivendica pace e amore.  Ma c’è anche chi è pronto a difendere il vecchio Clint. E non sono in pochi.

Le sedie statunitensi stanno lì immobili che ascoltano, mentre intorno a loro parte una vera propria guerra fredda a colpi di tweet, botta e risposta. Foto su foto. Lo sketch improvvisato alla Convention del Gop muta in un hashtag, un motto e una festa virtuale. #emptychairday diventa la Festa Nazionale della Sedia vuota. L’iniziativa viene rilanciata da personaggi di spicco dell’universo repubblicano: la giornalista Michelle Malkin, il sito Breitbart.com, il blogger Glenn Reynolds. Il blog conservatore Legal Insurrecion chiede ai suoi lettori di inviare altre foto e il party si allarga. Poche ora e in un post la redazione annuncia di aver chiuso la casella postale intasata da migliaia di mail. «È divertente» afferma la Malkin. «Eastwood ha sfidato l’asse Ny-Dc-Hoollywood e noi simo con lui. Ha preso di petto le prese in giro, che sapeva sarebbero arrivate, e questo è il ringraziamento di tutti gli attivisti repubblicani». L’Empty Chair Day è lo sfogo dell’America che non vuole arrendersi alla socialdemocrazia tipicamente europea e tangibile nei proclami presidenziali.

Doveva cominciare lunedì, ma gli utenti Twitter non possono aspettare e iniziano a pubblicare immagini di sedie vuote ritratte in varie pose già domenca notte. Texas, Louisiana, Oklahoma e su verso il Garden State: il New Jersey. Poi a ovest toccando Iowa e Idaho. Arrivano messaggi dall’Illinois, quartier generale dei dem. Gruppi di resistenza rispondono alla chiamata in Ohio, Wisonsin, North Carolina, Colorado. Sono Jacey, Larry, Dave e molti altri. In questi luoghi si giocherà la vera partita. Questi sono gli swing states: i territori sospesi delle presidenziali 2012. Qui si deciderà se la sedia più potente del mondo è rimasta vuota troppo a lungo.

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