Grande fratello con la webcam

By Redazione

agosto 30, 2012 Cultura

L’occhio del Grande Fratello lo installiamo noi stessi. Nel 2008 la corte costituzionale tedesca vietò l’utilizzo di software maligni (i cosiddetti malware) che fossero in grado di manipolare i personal computer dei cittadini. Ma già da prima, il governo tedesco aveva introdotto una variante meno allarmante e tendenziosa per indicare un software spy. Il termine in questione è Quellen-TKÜ, che sta ad indicare “intercettazione della fonte”. In sostanza, si tratta di un tipo di intercettazione perfettamente legale, da utilizzare soltanto per le intercettazioni in Internet. La corte costituzionale precisò che per usare questo tipo di tecnologia c’è bisogno di ricorrere a mezzi legali, cioè, si deve necessariamente avere un via libera ufficiale da un’autorità competente. C’è un club di hacker in Europa, che si chiama Chaos Computer Club, fondata nel 1981 proprio nella capitale della Germania, che nel 2011 si è preso la bega di individuare quali violazioni perfettamente legali operasse la polizia tedesca. E fece delle scoperte inquietanti. Secondi i dati rilevati dal Ccc, la Federal Police è in grado di installare dei software trojan nei computer dei cittadini, programmi capaci di abbattere le difese dei Pc e accedere a tutti i dati in esso contenuti, compresi quelle delle periferiche. E per periferiche si intende anche webcam e microfoni.

Questo non significa ‘soltanto’ che la Polizia federale tedesca può vedere quello che succede durante una video conversazione privata, sentire quello che si dice e leggere quello che si scrive. Significa soprattutto che grazie a questo software la Polizia può attivare la webcam o il microfono del personal computer di un cittadino in qualsiasi momento. Quando la Ccc chiese spiegazioni, l’allora ministro degli Interni tedesco, Wolfgang Schäuble, e il capo della Bka, la Polizia federale tedesca, risposero che i cittadini non avevano di che preoccuparsi, perché il trojan sarebbe stato usato in pochissimi e isolati casi. Ad oggi, pare che le vendite di questi trojan facciano faville e si va insinuando il sospetto che altri governi nel mondo se ne stiano servendo segretamente.

Di uno abbiamo notizia sicura, quello svedese. Non più tardi di due giorni fa, la Swedish Prosecution Authorty ha infatti richiesto di poter utilizzare questa tecnologia per motivi di sicurezza. Jan Tibbling, coordinatore nazionale dell’agenzia, ha spiegato che si tratta di avere la possibilità di svolgere meglio le indagini, in quanto persone sospettate di crimini possono nascondere informazioni cifrate sui computer. Che il motivo sia la sicurezza nazionale o un miglior svolgimento delle indagini, il dubbio rimane, e lo mette bene in evidenza Rick Falkvinge, guru del Partito Pirata, che dal suo blog lancia un allarme in stile Orwell. Le distopie dei grandi scrittori del passato paventavano un futuro terribile, nel quale il governo avrebbe installato telecamere all’interno delle nostre case per sorvegliarci costantemente. Ma la realtà è molto più beffarda e ironica: quelle telecamere, le abbiamo comprate e installate noi stessi.

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