L’onorevole e il Tweet alla marijuana

By Redazione

agosto 2, 2012 politica

«Le piantammo il 18/06/2012 alla camera – ora le piantine sono cresciute». L’ha fatto sapere ieri mattina la deputata Radicale Rita Bernardini dal suo profilo Twitter, con tanto di fotografia a corredo, ed il “cinguettio” è stato poi ripreso dall’account ufficiale del Partito Radicale italiano, suscitando non poco scalpore sul social network da 140 caratteri. Che cosa ci possa essere di tanto scandaloso nel pollice verde dell’onorevole Bernardini potrebbe essere difficile da comprendere, non fosse per il fatto che la sua è una coltivazione davvero particolare. Quello nel vaso non è un geranio, non è una begonia e non è nemmeno un ficus: è marijuana.

Tutto era cominciato il 18 di giugno, con una conferenza stampa alla Camera alla quale erano presenti assieme ala deputata Radicale alcuni malati di sclerosi multipla. L’obiettivo della conferenza era quello di denunciare l’estrema difficoltà dei malati italiani di procurarsi la cannabis terapeutica, nonostante il suo utilizzo sia teoricamente consentito dalla legge italiana. Teoricamente, perché alla resa di conti i farmaci basati sul principio attivo della cannabis, come il Bedrocan, sono pressoché introvabili, oltre che costosissimi. E così l’unica alternativa percorribile è quella della coltivazione casalinga, per la quale però la legge prevede una pena da uno a 6 anni nei casi più lievi, e da 6 a 20 per quelli più gravi.

«Un’assurdità», commenta Rita Bernardini, che già in quell’occasione aveva “dato scandalo” seminando la cannabis in tre vasetti, due dei quali erano stati subito sequestrati dagli imbarazzatissimi commessi della Camera, che, con altrettanto imbarazzo e indecisione sul da farsi, li avevano poi restituiti alla deputata una volta terminata la conferenza stampa.

Sì, va bene: tanto scandalo e imbarazzo di rito, e poi? E poi il nulla. «Dopo quella conferenza stampa non ho c’è stata nessuna risposta da parte delle istituzioni» dichiara Bernardini. «Nemmeno da parte della Camera, che pure aveva ospitato la conferenza, la cui registrazione video è ancora disponibile sul sito web del Partito Radicale, è mai arrivata nessuna risposta». Ecco allora che l’onorevole-giardiniera ha deciso di utilizzare il social network per raccontare con immagini e commenti la crescita del piccolo…vivaio. Sino all’eclatante tweet di ieri mattina.

Ma quella di Bernardini, a detta della stessa deputata, non è né una provocazione né una forma di protesta. «È una proposta», dice. Una proposta, spiega, nata dal fatto che «nonostante il clima italiano sia estremamente favorevole alla coltivazione di cannabis, siamo costretti ad importarla per fini terapeutici dall’Olanda, non solo spendendo un sacco di soldi, ma anche precludendo un possibile guadagno derivato da un’eventuale produzione per l’esportazione, sempre a fini terapeutici».

Ed ora sul web si è aperta la caccia alla piantina della discordia. Dove si trova? L’onorevole Bernardini ci scherza su: «In molti mi hanno chiesto se il vaso sia ancora nel nostro ufficio della Camera». È ancora lì? «Beh, nelle foto, sullo sfondo, si vedono panni stesi ad asciugare». A questo punto la risposta sembrerebbe essere piuttosto ovvia. 

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