Il centenario di Milton Friedman

By Redazione

luglio 31, 2012 politica

Se oggi Milton Friedman fosse vivo – e ma ci fu tempo in cui sarebbe stato più necessario – avrebbe cento anni. Nacque il 31 luglio del 1912. Ma la morte del professor Friedman all’età di 94 anni ha privato il paese di uno di quei rari pensatori dotati sia di genio che di buonsenso. La maggior parte delle persone non sarebbe in grado di comprendere la complessa analisi economica che gli valse il Premio Nobel, ma chi non ha alcuna nozione di economia non ebbe nessun problema a capire i suoi famosi scritti, come Liberi di Scegliere o la serie tv che porta lo stesso titolo.

Nell’essere capace di esprimersi sia ai più alti livelli della sua professione sia ad un livello facilmente comprensibile dall’uomo della strada, Milton Friedman era simile all’economista dalle cui teorie e dalla cui persona non poteva differire maggiormente, John Maynard Keynes. Come molte, se non la maggior parte, delle persone che divennero influenti come suoi avversari di sinistra, il professor Friedman aveva iniziato da sinistra. Decenni più tardi, rileggendo una delle sue affermazioni dei primi anni, disse: “La cosa più incredibile di questa affermazione è quanto essa sia assolutamente keynesiana”. Nessuno ha convertito Milton Friedman, in economia o nelle sue teorie sulla politica sociale.

Furono la sua stessa ricerca, le sue analisi e la sua esperienza a convertirlo. Da professore, non cercò di convertire gli studenti alle sue idee politiche. Quando io ero uno studente e frequentavo il corso del professor Friedman, non feci mistero del fatto che ero un marxista, ma lui non fece alcuno sforzo per cambiare i miei punti di vista. Una volta disse che non valeva la pena convertire chi era troppo facile da convertire. Ero ancora un marxista quando terminai il corso del professor Friedman. È stato il lavoro da economista per il governo a ha convertirmi.

Milton Friedman è meglio conosciuto come l’economista che si opponeva all’economia keynesiana, che aveva fortissima presa tra gli economisti di professione su entrambe le sponde dell’Atlantico, con la notevole eccezione dell’Università di Chicago, dove Friedman si formò come studente e dove, più tardi, insegnò. Negli anni d’oro dell’economia keynesiana, molti economisti credevano che le politiche di inflazione del governo potessero ridurre la disoccupazione e i primi dati empirici sembravano sostenere questa teoria. La deduzione era che il governo poteva oculatamente giungere ad un compromesso tra inflazione disoccupazione, e dare così “un ritocco” all’economia.

Milton Friedman sfidò questa teoria sia con i fatti che con la teoria. Dimostrò che la relazione tra inflazione e disoccupazione teneva soltanto nel breve periodo, quando l’inflazione era inaspettata. Ma una volta che tutti si abituano all’inflazione, con un alto livello di inflazione la disoccupazione può raggiungere un livello tanto alto quanto quello che si registra con un basso livello di inflazione. Quando, negli anni 70, sia la disoccupazione sia l’inflazione salirono – e arrivò la cosiddetta stagflazione – l’idea del governo che dà un “ritocco” all’economia iniziò a cedere. Oggi ci sono ancora alcuni keynesiani incalliti, che insistono a dire che lo “stimolo” del governo avrebbe funzionato se solo il governo avesse speso di più. Come dire, testa io vinco, croce tu perdi.

Anche se il governo scialacquasse fino all’ultimo centesimo e cadesse in bancarotta e l’economia ancora non si risanasse, i keynesiani possono sempre dire che avrebbe funzionato se il governo avesse speso di più. Sebbene Milton Friedman venne considerato un’icona dai conservatori, egli si considerava un liberal, nel senso originario del termine: qualcuno che crede nella libertà dell’individuo, libero dalle intrusioni del governo. Lungi dal provare a conservare le cose per come sono, scrisse un libro intitolato La tirannia dello status quo. Milton Friedman propose cambiamenti radicali nella politica e nelle istituzioni, dalle scuole pubbliche alla Federal Reserve. Sono i liberal che vogliono conservare ed espandere il welfare state. Da studente del professor Friedman, negli anni 60, mi colpirono due cose: era stretto di voti e aveva una segretaria nera. Ed stiamo parlando di anni prima dell’affirmative action.

La gente di sinistra esibisce i neri come mascotte. Io non ho sentito mai Milton Friedman dire che aveva una segretaria nera, eppure fu al suo fianco per decenni. Era stretto di voti e si rifiutava di provare ad essere politically correct, queste due cose aumentarono il rispetto che avevo per lui.

(Real Clear Politics)
traduzione a cura di Irene Selbmann 

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